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ARCHIVIO STORICO DELLE ECONOMISTE E DEGLI ECONOMISTI

Guida archivistica alle carte e alle corrispondenze degli economisti italiani


ARCHIVIO STORICO DELLE ECONOMISTE E DEGLI ECONOMISTI


Amari Emerico

Palermo 1810 - Palermo 1870
Pagina Treccani https://www.treccani.it/enciclopedia/emerico-amari_(Dizionario-Biografico)/

Emerico Amari, filosofo, pensatore politico, giurista ed economista, nacque a Palermo il 10 maggio 1810 dal ramo principale di una tra le più antiche e nobili famiglie siciliane. Figlio del Conte di S. Adriano Mariano Salvatore Amari, che si distinse come deputato nel Parlamento siciliano del 1812, e di Rosalia Baiardi dei Marchesi di S. Carlo, fu il terzogenito di altri fratelli illustri come il Conte Michele e Gabriele. Studiò dai padri Scolopi nel collegio Colasanzio di Palermo con Vito D'Ondes Reggio, dove si distinse per ingegno e vivacità  culturale. Iscritto all'Università  di... Palermo, intorno ai vent'anni si laureò in giurisprudenza e intraprese per un brevissimo periodo l'attività  forense che abbandonò per dedicarsi agli studi scientifici. Nel 1833 fu pubblicato, sulle"Effemeridi scientifiche letterarie" il suo primo scritto dal titolo Sopra gli elementi di filosofia del Prof. V. Tedeschi che, ispirato all'empirismo lockiano e alla filosofia di Romagnosi, si opponeva a Kant e all'eclettismo allora dominanti in Sicilia. Dal 1836 collaborò attivamente al "Giornale di Statistica" e, nel 1838, divenne socio dell'Istituto di incoraggiamento con Francesco Ferrara, Raffaele Busacca e Vito D'Ondes Reggio. Fra loro nacque una solida amicizia che durò negli anni e si trasformò in parentela. Lo stesso Amari nel 1837 sposò Concetta Busacca di Gallidoro, sorella dell'amico Raffaele. Gli scritti di Emerico Amari sul "Giornale di Statistica" furono principalmente di natura giuridica ed economica, questi ultimi ispirati al liberismo (vedi nota bibliografica). Nel 1844, nei volumi degli "Atti dell'Accademia di Scienze e lettere ed arti", apparve L'indole, la misura e il progresso dell'industria comparata delle nazioni, introduzione ad un lavoro più ampio mai portato a termine. Lo stesso anno collaborò con Francesco Ferrara e Raffaele Busacca a una nuova serie del "Giornale di Commercio". Dal 1841 fino al 1848 insegnò diritto penale nell'Università  di Palermo. Le sue lezioni, ispirate ai principi liberali, gli procurarono i sospetti della polizia borbonica; sospetti che si rafforzarono nel dicembre 1842 dopo una lezione contro la pena di morte svolta tra il plauso degli studenti. Durante lo stesso periodo fu direttore della Real Casa dei Matti, Deputato della Biblioteca comunale di Palermo e membro del Consiglio distrettuale. Presiedette pure alcune commissioni governative su importanti progetti come la riforma carceraria e il popolamento dell'isola di Lampedusa. In parte coinvolto nelle agitazioni del novembre 1847, alla vigilia dello scoppio della Rivoluzione del 1848 fu arrestato la notte del 10 gennaio insieme al fratello Gabriele, all'amico Ferrara e ad altri illustri personaggi sospettati di cospirazione. Liberato dopo alcuni giorni, quando le truppe napoletane abbandonarono Palermo, entrò a far parte del Comitato rivoluzionario e redasse l'Atto di Convocazione del General Parlamento di Sicilia. Eletto deputato a Salemi e a Palermo, fu vice presidente della Camera e presidente della Commissione per la riforma della costituzione del 1812. Successivamente fu inviato come diplomatico prima a Roma e poi a Torino dove offrì, insieme al Barone Pisani, al Principe di Granatelli e a La Farina, la corona di Sicilia al Duca di Genova. Rientrato a Palermo mentre le truppe borboniche riconquistavano l'isola, fuggì a Malta e successivamente a Genova. In esilio collaborò come giornalista a "La Croce di Savoia", al "Monitore dei comuni italiani" e all'"Economista". Scrisse molti memoriali indirizzati a governi stranieri in difesa della Rivoluzione siciliana. Tra i curatori di alcune delle opere inserite nella Biblioteca dell'Economista - che tradusse dall'inglese, francese e tedesco - fu vice presidente della sezione archeologica della Società  di Storia Patria Ligure e membro dell'Accademia di Filosofia italica che pubblicò, nel 1857, la sua opera più importante, La Critica di una scienza delle legislazioni comparate, trattato di filosofia che ebbe un grande successo tra i contemporanei sia in Italia, sia all'estero. Nel 1859 Amari divenne docente di Filosofia della storia nell'Istituto di studi superiore di Firenze dove pronunciò la prolusione Del concetto generale e dei sommi principi della filosofia della storia, dato alle stampe nel 1860. Rientrato in Sicilia dopo la spedizione garibaldina, ricevette in ottobre la carica di vice Presidente del Consiglio Straordinario di Stato per la Sicilia, organo che avrebbe dovuto suggerire i provvedimenti necessari per armonizzare le condizioni dell'isola con il resto della nazione, dal quale si dimise per protestare contro l'annessione e la mancata convocazione di un'assemblea costituente. Coerente nella sua opposizione al centralismo del nascente Stato italiano, rifiutò anche le numerose cariche pubbliche che gli furono offerte, come quella di Presidente del Consiglio Superiore di Istruzione Pubblica. Nominato docente di Storia del diritto e di legislazione comparata nell'Università  di Palermo, respinse anche questo incarico, ribadendo i motivi del suo isolamento e della sua opposizione con una lettera, affettuosa e cordiale, al ministro della pubblica istruzione Michele Amari. Dietro insistenza di Francesco Crispi, resse però l'ufficio di Consigliere di Luogotenenza dell'Interno, con il solo intento di aiutare la città  di Palermo in un momento di disordini. Candidato da tutti gli schieramenti politici nel collegio elettorale di Castellammare di Palermo, fu eletto a primo scrutinio deputato del I Parlamento italiano. Tra i suoi interventi parlamentari si ricordano quelli in difesa della città  di Palermo e della Sicilia, contro lo scioglimento dell'esercito meridionale e sull'abolizione degli enti ecclesiastici. Presentò le dimissioni alla Camera nel 1862, a causa della grave malattia del figlio Salvatore che morì lo stesso anno, ma, in segno di stima, il Parlamento le rigettò. Profondamente prostrato, attraversò un lungo periodo di isolamento dalla vita pubblica e da ogni attività . Nel 1864 fondò la Nuova società  per la storia di Sicilia, il primo nucleo della futura Società  di storia patria. Durante gli eventi rivoluzionari palermitani del 1866 fece in modo di non lasciarsi coinvolgere e, per evitare il contagio del colera, si trasferì a Livorno dal fratello, il Conte Michele, allora prefetto in quella città . Nel 1867 fu rieletto deputato del III collegio di Palermo e durante quella legislatura si oppose al progetto di legge sull'asse ecclesiastico, per poi dimettersi dopo pochi mesi. Dal 1868 fece parte del Consiglio municipale di Palermo e di quello provinciale, cariche che ricoprì fino alla morte. Colpito da una fulminea e ignota malattia si spense il 20 settembre 1870. Per volontà  del Comune di Palermo le sue spoglie furono tumulate nel Pantheon di S. Domenico dove gli venne innalzata una scultura celebrativa. Continua a leggere



Documento Lettera a Michele Amari

Nella lettera Ferrara tratta dell'organizzazione di un tentativo di coinvolgimento dell'Inghilterra nelle sorti della Sicilia attraverso una missione a Londra di alcuni esuli siciliani. Discute inoltre dei modi alternativi di annessione della Sicilia al Regno di Sardegna. Nella lettera sono citati Emerico Amari, Filippo Cordova e Urbano Rattazzi.

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Documento Lettera a Michele Amari

La lettera riguarda i rapporti di Francesco Ferrara con le Università di Firenze, Pisa e Torino. Inoltre tratta della cattedra di Emerico Amari presso l'Ateneo fiorentino e dell'attività professionale di Ferrara. Nella lettera è citato Bettino Ricasoli.

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Documento Lettera a Emerico Amari

La lettera riguarda la prevedibile insurrezione della Sicilia e il Comitato di Genova, creato dal Conte Michele Amari, per i soccorsi alla popolazione siciliana.

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Documento Lettera al Conte Michele Amari di S. Adriano

Oggetto della lettera è la probabile destinazione della spedizione dei Mille e l'unità d'Italia. Ferrara critica l'atteggiamento del partito filo-governativo e discute sugli aspetti finanziari della spedizione. Nella lettera è citato Emerico Amari.

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Documento Lettera a Michele Amari

Oggetto della lettera è l'andamento dell'impresa dei Mille e gli aspetti finanziari della spedizione. Nella lettera sono citati Emerico Amari, Giuseppe La Farina e Vincenzo Fardella di Torrearsa.

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Documento Lettera a Michele Amari

La lettera riguarda gli aspetti militari e finanziari dell'impresa dei Mille. Nella lettera sono citati Emerico Amari, Giuseppe Garibaldi e Giuseppe Toscanelli.

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Documento Lettera a Michele Amari

Ferrara chiede informazioni sul Comitato degli esuli siciliani a sostegno dell'impresa dei Mille e avanza proposte sul piano militare, diplomatico ed economico per il successo della liberazione e per la costituzione di un Governo provvisorio della Sicilia. Critica il fusionismo di Torrearsa e di altri esuli. Nella lettera sono citati Emerico Amari, Giuseppe Garibaldi, Giuseppe La Farina e Napoleone III.

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Documento Lettera a Michele Amari

Ferrara informa degli echi sui successi di Garibaldi in Sicilia. Fa presente di volere pubblicare uno scritto sulla questione siciliana rivolto direttamente a Cavour. Nella lettera sono citati Emerico Amari e Giuseppe Garibaldi.

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Documento Lettera a Michele Amari

Ferrara discute sul progetto di organizzare una riunione fra esuli per decidere il comportamento da tenere a seguito dell'impresa dei Mille. Espone le linee essenziali del suo programma. Nella lettera sono citati Emerico Amari, Filippo Cordova, Giuseppe Garibaldi, Giuseppe La Farina, Francesco Paolo Perez, Vincenzo Fardella di Torrearsa e Vittorio Emanuele II.

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Documento Lettera a Michele Amari

Ferrara discute del progetto di organizzare una riunione fra gli esuli siciliani per decidere il comportamento da tenere a seguito dell'impresa dei Mille. Tratta anche degli sviluppi diplomatici della questione siciliana. Nella lettera sono citati Emerico Amari e Giuseppe Garibaldi.

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Documento Lettera a Michele Amari

Amari scrive sulla presunta riunione fra esuli per discutere della questione siciliana e sul futuro ruolo degli emigrati. Nella lettera sono citati Emerico Amari e Giuseppe Garibaldi.

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Documento Lettera a Michele Amari

Ferrara informa della nomina di Carraro in sostituzione di Luigi Bodio. Chiede la restituzione di alcuni libri che aveva prestato al defunto Emerico Amari e informa della preparazione di un nuovo trattato di economia politica.

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Documento Lettera a Giuseppe Bracco Amari

Informa sull'attività professionale presso la Compagnia di assicurazioni di Parigi, Cassa paterna. Chiede di proporre segretamente a Emerico Amari di preparare articoli per la Rivista contemporanea.

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Documento Lettera a Giuseppe Bracco Amari

Ferrara commenta la proposta di legge sull'emigrazione e dà notizie della visita dell'economista americano Henry Carey. Inoltre illustra i programmi editoriali della Biblioteca dell'Economista. Nella lettera sono citati Emerico Amari, il conte di Cavour, Carlo Ignazio Giulio, Domenico Guerrazzi, Giuseppe La Farina, Antonio Scialoja e Niccolò Tommaseo.

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Documento Lettera a Giuseppe Bracco Amari

Ferrara discute il progetto di legge sull'emigrazione. Nella lettera è citato Emerico Amari.

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Documento Lettera a Giuseppe Bracco Amari

Ferrara riferisce sulla lettura dell'opera di Emerico Amari.

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Documento Lettera a Giuseppe Bracco Amari

Ferrara informa di aver scritto una lettera a diversi organi di stampa sulle prossime elezioni. Nella lettera sono citati Emerico Amari e Aurelio Bianchi Giovini.

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Documento Lettera a Giuseppe Bracco Amari

Ferrara illustra la sua intervista al "Diritto" sulle elezioni politiche e precisa che anche la stampa estera si sta occupando della questione e che una sua lettera è stata pubblicata in Belgio. Discute del corso di economia politica all'Università di Torino. Nella lettera sono citati Emerico Amari, Aurelio Bianchi Giovini e Lorenzo Valerio.

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Documento Lettera a Giuseppe Bracco Amari

Ferrara commenta la sconfitta elettorale e le ragioni che l'hanno determinata. Informa delle manovre in corso per estrometterlo dalla cattedra universitaria di Torino. La sua lezione sulla Compagnia delle Indie ha riscosso grande successo fra gli studenti. Nella lettera sono citati Emerico Amari, Aurelio Bianchi Giovini, Giovanni Lanza, Giuseppe Todde e Lorenzo Valerio.

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Documento Lettera a Giuseppe Bracco Amari

Ferrara dà notizie della sua prolusione all'Università di Pisa. Nella lettera sono citati Emerico Amari, Raffaele Busacca, Alessandro D'Ancona e Bettino Ricasoli.

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Documento Lettera a Giuseppe Bracco Amari

Ferrara riferisce sul corso di lezioni tenute all'Università di Pisa, sulla nomina di Nisco alla cattedra di economia politica dell'Università di Firenze, sulla crisi ministeriale e la caduta del gabinetto Rattazzi e sul progetto editoriale della Biblioteca dell'Economista. Nella lettera sono citati Emerico Amari, Paolo Boselli, Giuseppe Pomba e Vincenzo Salvagnoli.

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Documento Lettera a Giuseppe Bracco Amari

Ferrara riferisce sulla cessione di territori piemontesi alla Francia, sulla cattedra di economia politica all'Università di Firenze e sul piano editoriale della Biblioteca dell'Economista. Annuncia progetti di pubblicazione di articoli su "La Nazione" e "La Perseveranza" su questioni politiche e sull'annessione della Sicilia al Regno. Nella lettera sono citati Emerico Amari, il conte di Cavour, Terenzio Mamiani e Giuseppe Pomba.

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Documento Lettera a Giuseppe Bracco Amari

Ferrara chiede di potere avere un opuscolo di Emilio Broglio per un suo lavoro sulle imposte. Discute della situazione siciliana e interviene ancora sulla nomina di Nisco alla cattedra di economia dell'Università di Firenze. Nella lettera sono citati Emerico Amari, Alessandro D'Ancona e Bettino Ricasoli.

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Documento Lettera a Giuseppe Bracco Amari

Ferrara informa di una lettera di Emerico Amari sugli arresti avvenuti all'Università di Palermo a seguito di dimostrazioni favorevoli al Piemonte e all'unità d'Italia.

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Documento Lettera a Giuseppe Bracco Amari

Ferrara riferisce sulla situazione politica palermitana e sull'attività di Emerico Amari all'Università di Firenze. Discute del ruolo della Francia nell'unità d'Italia. Nella lettera è citato Giuseppe Pomba.

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Documento Lettera a Giuseppe Bracco Amari

Ferrara riferisce sulla situazione politica palermitana e sulle prolusioni di Emerico e Michele Amari all'Università di Firenze. Propone un incontro a Genova fra esuli siciliani.

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Documento Lettera a Giuseppe Bracco Amari

Ferrara riferisce sull'insurrezione siciliana. Ha in programma alcuni articoli sulla Sicilia e l'Italia da pubblicare su "La Nazione". Nella lettera è citato Emerico Amari.

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Documento Lettera a Giuseppe Bracco Amari

Ferrara discute sulla possibilità di contribuire al futuro del governo della Sicilia. Critica la politica del Granducato di Toscana. Nella lettera sono citati Emerico Amari, Giuseppe Garibaldi e Domenico Perrani.

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Documento Lettera a Giuseppe Bracco Amari

Ferrara scambia con Giuseppe Bracco Amari informazioni sulla situazione politica e lo informa di essere stato convocato da Cavour. Nella lettera è citato Emerico Amari.

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Documento Lettera a Giuseppe Bracco Amari

Ferrara commenta l'azione di Garibaldi e svolge opera di assistenza e solidarietà nei confronti di alcuni protagonisti della spedizione dei Mille. Nega la sua disponibilità a partecipare all'attività politica e al governo siciliano. Ritiene che le sorti dell'isola verranno decise a Parigi. Nella lettera è citato Emerico Amari.

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Documento Lettera a Giuseppe Bracco Amari

E' una lunga lettera sulla situazione siciliana e sull'annessione dell'isola al Regno d'Italia. Ferrara illustra il contenuto di un suo scritto sulla questione siciliana e sui metodi alternativi di annessione. Nella lettera sono citati Emerico Amari, il conte di Cavour, Aurelio Bianchi Giovini, Michelangelo Castelli, Francesco Crispi, il marchese di Torrearsa, Luigi Carlo Farini, Giuseppe Garibaldi, Giuseppe La Farina, Pasquale Stanislao Mancini, il principe di Pandolfina, Francesco Paolo Perez, Carlo Poerio, Antonio Scialoja e Lorenzo Valerio.

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Documento Lettera a Giuseppe Bracco Amari

Ferrara informa di rinunciare alla politica e di tornare a occuparsi della Biblioteca dell'Economista. Nella lettera è citato Emerico Amari.

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Documento Lettera a Giuseppe Bracco Amari

Ferrara discute della missione di Depretis in Sicilia e sui rapporti fra gli esuli siciliani. Illustra la possibilità di un suo trasferimento a Palermo e i diversi modi di annessione dell'isola. Nella lettera è citato Emerico Amari, il conte di Cavour, Giuseppe Garibaldi e Giuseppe La Farina.

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Documento Lettera a Giuseppe Bracco Amari

Ferrara riferisce sulla situazione della stampa in Sicilia e chiede informazioni sulla missione dell'economista Giovanni Bruno a Torino. Commenta la situazione politica internazionale. Nella lettera sono citati Emerico Amari e Giuseppe Garibaldi.

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Documento Lettera a Giuseppe Bracco Amari

Ferrara discute delle elezioni e della situazione politica generale e chiede informazioni sulla legge sul marchio dell'oro e dell'argento. Nella lettera sono citati Emerico Amari, il marchese di Roccaforte e Francesco Deblasis.

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Documento Lettera al cav. Emerico Amari

Invito del presidente dell'Istituto d'Incoraggiamento, Pietro Lanza Branciforte principe di Trabia, a una riunione per esaminare la carta mineraria della Sicilia.

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Documento Lettera al Marchese di Gallidoro direttore della civil classe

Comunicazione ufficiale della nomina di Emerico Amari a componente di una commissione che valuti l'opportunità della concessione di privative.

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Documento Lettera al cav. Emerico Amari

Invito a una riunione per discutere sul divieto di esportazione del legname da costruzione.

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Documento Lettera al cav. Emerico Amari

Invito a prendere parte ai lavori della classe di appartenenza che si sarebbe dovuta riunire il giorno 18 di quel mese.

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Documento Lettera al cav. Emerico Amari

Invito, a nome del segretario generale Emanuele Vaccaro, a prendere parte ai lavori del comitato che deve selezionare le memorie da pubblicare negli atti dell'Istituto.

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Documento Lettera al cav. Emerico Amari

Il presidente informa che il cav. Giuseppe Vigo di Catania riferirà sul funzionamento di una macchina agricola così che l'Istituto possa deliberare se concedere la privativa.

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Documento Lettera al cav. Emerico Amari

Invito del socio anziano, il barone Giuseppe Palmeri, a prendere parte ai lavori di un comitato d'esame per una mostra nella classe "fonderie di ferro".

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Documento Lettera al cav. Emerico Amari

Il vicepresidente, Marchese di S. Elisabetta, informa di averlo scelto per prendere parte al comitato per la redazione del nuovo progetto di stato.

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Documento Lettera al cav. Emerico Amari

Invito del direttore, Barone Melazzo, a prendere parte ai lavori di un comitato giorno 19 aprile 1843.

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Documento Lettera al cav. Emerico Amari

Invito del presidente, Marchese di S. Elisabetta, a prendere parte ai lavori del comitato che deve preparare un rapporto per il governo sulle ferrovie.

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Documento Lettera al cav. Emerico Amari

Invito del direttore, barone Melazzo, presidente del comitato dei libri e delle macchine, per procedere nel lavoro di redigere un elenco di libri da acquistare per l'Istituto. Alla lettera è allegato un elenco di testi, la maggior parte dei quali di economia politica.

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Documento Lettera al cav. Emerico Amari

Invito a nome del direttore della classe rurale, barone Melazzo, a prendere parte ai lavori del comitato per la redazione del rapporto sullo stato della agricoltura.

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Documento Lettera al cav. Emerico Amari

Invito del direttore della classe rurale, barone Melazzo, a comunicare, in qualità di relatore sullo stato dell'agricoltura, le date e gli orari nei quali riferire al comitato. Lo informa del calendario dei lavori e delle scadenze.

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Documento Lettera al cav. Emerico Amari

Nomina da parte del direttore, barone Palmeri, a componente del comitato che dovrà redigere il rapporto generale per rispondere all'inchiesta del ministro dell'interno. Lo informa delle scadenze per terminare i lavori.

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Documento Lettera al cav. Emerico Amari

Il direttore Michele Foderà, considerato che per sette volte è saltata la seduta della classe civile e si sono accumulati i lavori, lo convoca per la prossima riunione indicando data e ora.

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Documento Lettera al cav. Emerico Amari

Il direttore Michele Foderà invia il parere della Società economica di Catania sul progetto di Banco territoriale di Onorato Maissè perchè Amari ne tenga conto nella relazione che sta preparando per riferire in merito all'Istituto. Il documento citato non è pervenuto insieme alla lettera.

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Documento Lettera al cav. Emerico Amari

Il direttore Michele Foderà informa della creazione di due comitati per esaminare le 8 memorie che concorrono per un premio dell'Istituto e trasmesse dalla presidenza alla classe civile. Due di queste, dedicate ai "Banchi comunali di Sicilia come si potrebbero trasformare in banchi di circolazione", sono state affidate al parere di Emerico Amari che dovrà esaminarle ed esporle ad altri due commissari, Giovanni Cusmano e Francesco Manganaro, per esprimere un giudizio e riferirlo.

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Documento Lettera al cav. Emerico Amari

Foglio dattiloscritto che informa sul calendario dei lavori allegato. Il documento non è stato rinvenuto insieme alla lettera.

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Documento Lettera al cav. Emerico Amari

Il direttore lo informa della nomina a relatore sul progetto presentato da Onorato Maissè. Allega i pareri già espressi dalle camere di Commercio e promette l'invio della Società economica di Catania. I testi citati non sono stati rinvenuti.

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Documento Lettera a Giuseppe Di Martino

Il presidente invia il parere della Società economica di Caltanissetta che potrebbe risultare utile a Emerico Amari nel preparare il rapporto sulle strade di ferro in qualità di relatore dell'apposita commissione presieduta da Giuseppe Di Martino. Il testo allegato non è stato rinvenuto.

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Documento Lettera al cav. Emerico Amari

Il presidente lo informa della nomina a membro della commissione che deve elaborare un progetto di riforma dello statuto dell'Ente.

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Documento Lettera al cav. Emerico Amari

Il presidente, principe di S. Elia, lo informa degli oggetti manufatti da esaminare e sui quali dovrà riferire.

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Documento Lettera al cav. Emerico Amari

Il presidente lo informa riguardo l'iniziativa della pubblicazione degli atti dell'Istituto.

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Documento Lettera al cav. Emerico Amari

Il presidente gli comunica la nomina a commissario per valutare una proposta di istituzione di un dazio sul macino.

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Documento Lettera al cav. Emerico Amari

Il presidente lo convoca per esaminare i manufatti presentati a una mostra.

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Documento Lettera al cav. Emerico Amari

Il presidente lo informa, in ottemperanza a una delibera, che i soci ordinari che non parteciperanno ai lavori e non presenteranno una motivata giustificazione verranno ridotti alla condizione di soci straordinari.

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Documento Lettera al cav. Emerico Amari

Il presidente lo informa della nomina a membro del comitato che deve formulare un metodo per conoscere numeri e condizioni di tutte le manifatture esistenti in Sicilia, considerato che con i criteri attuali non si sono ottenute le informazioni desiderate.

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Documento Lettera al cav. Emerico Amari

Il presidente lo informa della nomina a membro del comitato che dovrà preparare un progetto per introdurre premi per l'agricoltura. Ne fanno parte il presidente stesso, Giovanni Cusumano, il Conte d'Almerita, il Prof. Russo e il Marchese di S. Elisabetta.

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Documento Lettera al cav. Emerico Amari

Il presidente lo prega di riferire su un progetto, trasmesso dal segretario di Stato degli affari interni, presentato da una società inglese e già valutato favorevolmente dalla Società economica di Messina per costruire in Sicilia delle ferrovie.

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Documento Lettera al cav. Emerico Amari

Il presidente, per desiderio del Pretore della città di Palermo, lo invita a una seduta della commisione centrale di navigazione.

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Documento Lettera al cav. Emerico Amari

Il presidente lo informa della nomina a componente della commissione che deve portare avanti l'iniziativa di pubblicare un giornale dell'Istituto.

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Documento Lettera al cav. Emerico Amari

Un socio facente le funzioni di presidente lo prega di comunicare le nomine per sostituire il principe di S. Elia e il barone Melazzo nei lavori della commissione su un progetto di legge sulle privative.

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Documento Lettera al cav. Emerico Amari

Nomina a presidente del comitato che dovrà riferire sul progetto di Banco territoriale di Onorato Maissè. Gli altri soci componenti del comitato indicati sono Giovanni Bruno e Francesco Ferrara.

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Documento Lettera al cav. Emerico Amari

Il presidente lo incarica di preparare un rapporto, ascoltando i pareri che i vari soci vogliano esprimergli, sul progetto del socio G. Perez per una nuova organizzazione delle esposizioni delle manifatture. E' allegato il testo del progetto.

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Documento Lettera al sig. Conte stimatissimo

Bozza di una lettera non datata e indirizzata a un destinatario non identificabile. Nel testo Emerico Amari descrive le condizioni della stampa in Sicilia e accenna anche al "Giornale di Statistica". E' presumibilmente riconducibile agli anni '40 del XIX secolo.

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Documento Lettera a Luciano Fiorentino

Bozza di una lettera indirizzata il 14 luglio 1843 a Luciano Fiorentino, socio dell'Accademia Gioenia di Catania. Emerico Amari lo ringrazia per i 5 opuscoli economici che ha ricevuto ed esprime un giudizio sul loro contenuto. Dal testo emerge che Amari stima il valore di economista del suo interlocutore ed è felice che questi difenda la libertà dell'industria e attacchi il sistema protettore. Non comprende però l'ostilità mostrata per il libero cabotaggio insieme ad alcune contraddizioni all'interno del suo pensiero liberista. Alcune considerazioni sono riservate alla condizione dell'industrializzazione inglese. Riguardo la legislazione del Regno delle due Sicilie Amari si mostra contrario al tentativo di creare forzatamente la piccola proprietà. La legge deve rimuovere i privilegi ereditari ma le dimensioni più opportune per la proprietà devono essere stabilite dall'economia e dalla natura. Nella lettera Amari si pronuncia sul valore scientifico dell'amico Raffaele Busacca che difende fermamente da alcune critiche che gli erano state mosse.

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Documento Lettera a Salvatore Marchese

Bozza, non datata, in 10 fogli del saggio che Emerico Amari scrisse sotto forma di lettera e che indirizzò a Salvatore Marchese. Il testo, pubblicato sul "Giornale di Statistica", è una presa di posizione dei liberisti siciliani sull'esito del concorso per la cattedra di economia politica dell'Università di Catania. Amari prende posizione in favore del candidato Salvatore Marchese e manifesta il proprio disappunto per la vittoria di Placido De Luca, economista ritenuto troppo vicino a idee protezioniste e vincoliste. Il testo prende in esame le memorie presentate al concorso dai due contendenti e criticandole ampiamente nel contenuto e nella forma compie un'analisi sui monopoli, i vantaggi della libera concorrenza e sulle politiche economiche più idonee per stimolare il progresso e la produttività di una nazione.

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Documento Bozza di lettera di Amari indirizzata a una personalità pubblica

Bozza di una lettera indirizzata a una personalità pubblica a cui Amari si rivolge con il titolo di eccellenza e che forse è un ministro del regno. Nel testo vengono lodati i provvedimenti legislativi in materia doganale probabilmente riferendosi all'introduzione del libero cabotaggio tra Napoli e la Sicilia. Emerico Amari ritiene che la Sicilia sia per natura aperta al commercio internazionale e favorevole alla produzione agricola, ma il protezionismo l'ha isolata e ha impedito il crescere delle sue esportazioni agricole per creare manifatture mortifere e alimentare interessi particolari. Le riforme che hanno abolito la feudalità non sono sufficienti ad aiutare lo sviluppo dell'economia siciliana perchè occorre una rivoluzione commerciale che elimini oltre i privilegi feudali anche quelli manifatturieri e gli ostacoli doganali. Il libero cabotaggio tra le due parti del regno è un primo passo in questa direzione. Per Amari una corretta legislazione deve accrescere la prosperità di tutti e non solo di pochi privilegiati.

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Documento Bozza non datata di una lettera di Amari indirizzata a anonimo autore di un'opera sul catasto

Bozza non datata di una lettera indirizzata a un interlocutore anonimo autore di un'opera sul catasto milanese che Emerico Amari ringrazia per avergliela inviata in omaggio. Lo informa di averla attentamente studiata insieme a Francesco Ferrara e Raffaele Busacca e averla molto apprezzata. Amari preferisce affidare a Ferrara o Busacca il compito di presentare ufficialmente il lavoro ed è dispiaciuto non poterlo pubblicare sul Giornale di Statistica che in quel momento si trova in cattive condizioni. Tuttavia si impegna ad adoperarsi per fare stampare l'opera a Napoli e promette che incaricherà della cosa Pasquale Stanislao Mancini. Nella lettera dà notizie anche sul concorso che Raffaele Busacca sta sostenendo per la cattedra di economia politica all'Università di Palermo. Auspica una vittoria ma la scarsa affidabilità del corpo docente palermitano lo lascia incerto.

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Documento Bozza di lettera non datata all'autore dell'opera "Gli operai del sec. XIX"

Bozza di una lettera non datata a un amico identificato come l'autore dell'opera "Gli operai del secolo XIX". Emerico Amari esprime un giudizio sul testo e intende essere franco e leale e per tale ragione non nasconde il proprio disappunto. E' dispiaciuto per gli attacchi alla Chiesa cattolica che sono contenuti nel libro e difende la carità cristiana da preferire sempre a qualsiasi forma di carità pubblica.

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Documento Corrispondenza: Ministero delle finanze a Emerico Amari (03-04-1867)

La lettera, indirizzata ad Emerico Amari durante la sua attività di membro della Commissione parlamentare sul progetto di riforma daziario sull'olio d'oliva, contiene informazioni ufficiali che il ministero trasmette perchè siano utili durante i lavori per esaminare il disegno di legge in questione.

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Documento Corrispondenza: Pietro Gramignani a Emerico Amari (05-07-1867)

Lettera di Pietro Gramignani indirizzata ad Emerico Amari in prossimità del dibattito alla Camera dei deputati sulle condizioni economiche e politiche della Sicilia.

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Documento Il Sistema protettore e la collisione degli interessi rivali nel commercio. "Zuccheri indigeni e coloniali"

Bozza incompleta del saggio pubblicato da Emerico Amari sul "Giornale di Statistica" nel numero dell'anno 1840. Il lavoro, che è corredato da note e tavole, è incompleto. Le pagine sono fittamente scritte e abbastanza leggibili. I fogli non sono in buono stato di conservazione.

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Documento Il Sistema protettore e la collisione degli interessi rivali nel commercio. Legislazione sui cereali in Inghilterra

Bozza incompleta dell'introduzione di un saggio inedito che avrebbe dovuto essere pubblicato sul "Giornale di Statistica". Lo scritto, dedicato alla legislazione sui cereali in Inghilterra, rappresenta la continuazione ideale della rassegna che Emerico Amari intendeva dedicare agli effetti negativi provocati dalla legislazione protezionista sul commercio delle nazioni. I fogli, che sono fittamente scritti e corredati da note, risultano abbastanza leggibili.

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Documento Il Sistema protettore e la collisione degli interessi rivali nel commercio. Legislazione sui cereali in Inghilterra

Ulteriore bozza dedicata al tema della legislazione inglese sui cereali che Amari cominciò a stendere a distanza di un anno dalla precedente. Lo scritto presenta differenze rilevanti dalla prima versione. La grafia è abbastanza leggibile.

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