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ARCHIVIO STORICO DELLE ECONOMISTE E DEGLI ECONOMISTI

Guida archivistica alle carte e alle corrispondenze degli economisti italiani


ARCHIVIO STORICO DELLE ECONOMISTE E DEGLI ECONOMISTI


De Leo Annibale

San Vito dei Normanni (Brindisi) 1739 - Brindisi 1814
Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Annibale_de_Leo



Documento Lettere congratulatorie di vari al De Leo per la memoria sull'agro brindisino

Si tratta di un gruppo di cinque lettere congratulatorie di personaggi salentini dediti agli studi agronomici e la cui fama non sembra essere fuoriuscita dall'ambito locale per lo scritto dell'arcivescovo di Brindisi.

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Documento Ragioni dell'arcivescovil Seminario di Brindisi per l'esenzione dal peso delle gabelle per qualsivoglia convittore contro gli amministratori della città predetta

Supplica di annibale De Leo inviata al sovrano Ferdinando IV di Borbone, affinchè fosse affidata al Tribunale misto di Napoli la soluzione di una diatriba tra il seminario arcivescovile e l'amministrazione civile di Brindisi sull'esenzione del peso delle gabelle concesso ai seminari ecclesiastici in base al Concordato del 1741. Difesa del privilegio fiscale ecclesiastico sulla base di argomentazioni di carattere economico, sociale e giuridico. La memoria si conclude con una nota sulla diversa importanza dei mestieri in relazione alla loro pubblica utilità.

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Documento Lettera di anonimo francese, Paris 2 aout 1779

Oggetto di questa lettera è la richiesta di una copia originale delle "Memorie brindisine" che di fatto il De Leo spedì in Francia. Diversi brani, non casualmente, furono pubblicati nei "Supplementi" che il De La Borde compilò ai "Viaggi dell'inglese Swinburne", editi a Parigi nel 1785, tomo II. E' probabile che il mittente fosse proprio De La Borde.

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Documento Della antichissima città di Brindisi e suo celebre porto. Libri due dello abate Annibale de Leo canonico ed arciprete della cattedrale della stessa città

Opera di argomento storico, ma d'interesse economico per la convinzione di fondo del De Leo, come di tutti gli uomini di scienze della seconda metà del XVIII secolo che avessero fatto proprio l'insegnamento del Genovesi, di poter individuare nelle vicende storiche le cause che determinarono le alterne vicende di prosperità e di decadenza dell'economia brindisina. Tra i paragrafi che più esplicitamente affrontano questioni di natura economica: I. "Descrizione del porto, Suoi preggi e comodità", in cui il sito ameno, l'abbondanza delle acque dolci che affluiscono dai colli circostanti, l'ampiezza e la sicurezza risaltano nel confronto con il porto di Taranto, maggiormente esposto all'azione dei venti. In questo paragrafo si va definendo una gerarchia economica tra centri di una stessa regione storica quasi mai corrispondente con quella determinatasi nella e a causa della realtà storica; III. "Brindisi per cagione del Porto divien la Capo de' Popoli salentini"; VIII. "Della via Appia ed altre vie che da Roma conducevano a Brindisi"; IX. "Della spedizione per l'Oriente dal Porto di Brindisi"; X. "Della flotta romana nel porto di Brindisi"; XI. "Del commercio degli antichi in Brindisi"; XX. "Miserabili avanzi dell'antica Brindisi". Il manoscritto rappresenta la minuta dell'opera pubblicata postuma a cura di Vito Guerriero, primicerio della cattedrale di Brindisi, su commissione dell'arcivescovo di Brindisi don Diego Planeta, col titolo "Dell'antichissima città di Brindisi e suo celebre porto. Memoria inedita, seguita da un articolo storico dei vescovi di quella Chiesa", Napoli, stamperia della Società Filomatica, 1846.

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Documento Memoria sulla coltura dell'agro brindisino

L'agricoltura è considerata come primaria sorgente di prosperità in una nazione e il suo progresso condizione necessaria per lo sviluppo e la fioritura del commercio. Partendo da un lungo excursus storico sulla situazione economica delle campagne brindisine, dal prospero periodo romano alle incursioni e devastazioni dell'Alto Medio Evo, alla formazione del latifondo nel Basso Medio Evo, fino alla lenta trasformazione dell fiorenti colture olearie in colture vinicole nei primi secoli dell'età moderna, in questa memoria si denuncia lo stato di desolazione attuale del paesaggio, in contrasto con il vivace litorale barese, animato da porti industriosi, sorretto da una prospera economia agricola dell'entroterra. Il rilancio dell'agricoltura brindisina era ancora una volta affidato ad un piano di miglioramento delle infrastrutture, ossia ad un'opera di bonifica, i cui vantaggi erano colti sul piano economico e sociale, da non far gravare sui privati, e ad un programma di ripopolamento delle campagne, che prevedesse l'esenzione da ogni forma di contribuzione fiscale per i coloni, opportunamente scelti tra i braccianti nullatenenti. La memoria, presentata nell'assemblea della Società d'Agricoltura di Terra d'Otranto, di cui il De Leo era socio ordinario dal 1810 e ne sarebbe divenuto presidente nel 1812, fu poi pubblicata perchè considerata degna di avere maggiore eco pubblica negli "Atti del Regio Istituto d'Incoraggiamento alle Scienze Naturali di Napoli", 1811, tomo II.

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Documento Memorie brindisine

Il taglio storico dell'opera nulla toglie al rilievo economico della stessa, che si rinviene nella finalità ultima di rinvenire cause di ordine storico e, dunque, potenzialmente rimovibili, dello stagnamento economico del brindisino. Si tratta della prima minuta dell'opera pubblica postuma a Napoli nel 1846 che risulta essere più estesa rispetto alla seconda minuta, intitolata "Dell'antichissima città di Brindisi e suo celebre porto", in quanto dotata di un capitolo aggiuntivo sulla trascrizione delle epigrafi rinvenute a Brindisi.

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Documento Piante topografiche e geografiche di Brindisi antica e della Japigia

Si tratta di cinque piante topografiche: 1. pianta della città e porto di Brindisi e suoi siti adiacenti; 2. riproduzione della stessa, tinteggiata; 3. disegno definitivo tinteggiato; 4. descriptio Japigiae antiquae ad veterum auctorum fidem castigata; 5. descrizione del porto di Brindisi nelle sue essenziali doti geografiche e geologiche. L'interesse economico di queste carte rinvia alla questione del porto di Brindisi, ai progetti, ormai annosi, relativi alla sua ripulitura ed ampliamento, da cui si riteneva dipendessero lo sviluppo del commercio nell'Adriatico e dell'economia in generale non solo di Brindisi, ma dell'intero Regno.

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Documento Copia rapporto dato alla sezione di Economia campestre e domestica dell'Istituto d'incoraggiamento sulla memoria intitolata "Coltura dell'agro di Brindisi"

Si tratta di un documento a stampa datata Napoli, 1811 in cui Onorati, Monticelli, Guidi, esperti agronomi ponevano all'attenzione del Regio Istituto d'Incoraggiamento la memoria del De Leo.

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Documento Delle usure de' mutui

Memoria in cui l'usura è personificata e considerata proteiforme piaga sociale che, pur sotto mutate forme, più sottili ed occulte rispetto a quella passata, continuava ad essere praticata, a dispetto dei pontefici che la bandirono e dei Padri della Chiesa che vi lottarono contro. Se l'usura è un "lucrit ex mutuo", le Società di assicurazione o di cambio sono denunciate come il nuovo sistema legale attraverso cui si perpetuava la pratica dei prestiti usurari, da contrastare imponendo per legge che i titoli fossero accompagnati da mille condizioni e clausole che limitassero l'ammontare dell'interesse. Se da un lato si riconosce al mutuante il diritto di perceepire moderati interessi nei casi di "lucro cessante" o di "danno emergente", dall'altro si giudica contrario ai principi di equità naturale e di giustizia l'obbligo per il mutuatario di corrispondere un interesse su un capitale in sè stesso sterile ed improduttivo, investito interamente a suo rischio e reso fruttuoso per sua sola fatica.

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