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ARCHIVIO STORICO DELLE ECONOMISTE E DEGLI ECONOMISTI

Guida archivistica alle carte e alle corrispondenze degli economisti italiani


ARCHIVIO STORICO DELLE ECONOMISTE E DEGLI ECONOMISTI


Rozzi Ignazio

1795 - Teramo 1870



Ignazio Rozzi, medico e naturalista laureato a Napoli, insegnò scienze naturali a L'Aquila e a Teramo. Fu promotore della Società Economica di Teramo, di cui fu Segretario perpetuo dal 1839 al 1851. Le società economiche erano all'epoca importanti istituzioni, presenti nelle province del Regno di Napoli, con lo scopo di promuovere la pubblica industria. A Ignazio Rozzi si deve l'iniziativa per la formazione di un orto botanico a Teramo, uno dei primi a nascere nel Regno di Napoli. Sorto nel 1841, l'Orto botanico agrario sperimentale fu creato per rinnovare le pratiche agricole tramite l'impiego di piante e semi selezionati. All'interno trovarono collocazione oltre un migliaio di specie vegetali, tra cui specie medicinali, vitigni francesi, piante utili alla frutticultura; si sperimentava anche la coltivazione di ananas, vaniglia e caffè. Nel 1838 Ignazio Rozzi fondò la rivista scientifica Il Gran Sasso d'Italia, che diresse fino al 1848 e sulla quale pubblicò Catalogus Plantarum, quae in horto botanico agrario Interamnense coluntur. Nel 1851 fu tratto in arresto per le sue idee liberaleggianti.






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Documento Argomenti vari

Lettera di Luigi Dau, spedita da Napoli, in cui si rivolge al Dragonetti chiamandolo "compare". Lo informa che non ha potuto scrivergli prima a causa della febbre, ma che non potrebbe trascorrere bene il capodanno senza augurargli molta felicità. Scrive inoltre di aver ricevuto una lettera da Ignazio Rozzi che annuncia una possibile visita intorno al carnevale. In più aggiunge di aver seguito il consiglio di Dragonetti circa la scuola.

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Documento Sul progetto della rivista "Spettatore"

Lettera di Antinori in cui discute con Dragonetti circa la fondazione di un periodico dal titolo "Spettatore" che era nel progetto, ma che poi si stava abbandonando per alcuni motivi avanzati da Dragonetti. Innanzitutto la difficoltà di mettere in atto l'impresa in una città sprovvista dei mezzi che abbondano nella metropoli. Antinori ribatte che in Toscana, Pisa ha un periodico letterario e a Foggia si pubblica un giornale di fisico-agraria per la capitanata. Il secondo problema riguarda la mancanza di collaboratori, ma Antinori fa notare che l'Abruzzo ha Angelo Maria Ricci, Melchiorre Delfico, Pasquale Borelli, Giovan Battista Micheletti, Bonanno De Sanctis, Giuseppe Liberatore, Ignazio Rozzi, Niccolò Palma ed altri ancora. Antinori spinge Dragonetti a realizzare l'impresa per la quale l'Abruzzo gli sarà debitore perché farà progredire le scienze

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Documento Argomenti vari

Lettera di Rozzi, inviata da Teramo, in cui informa Delfico di avere 15 o 20 giorni per inviare alcune carte a Firenze. Vuole informare Cordova di essere guarito dalla malattia per la quale fu destituito dall'incarico, per poter tornare in servizio. Aggiunge che Bianchi lo ha proposto come professore universitario di agronomia. Francesco II scrisse a Roma a suo nome avvertendo quel comitato liberale del passaggio del plico di Rozzi che venne mandato diplomaticamente a Torino, allora sede del governo. Cordova potrebbe allontanare quell'ispettore forestale mandandolo nelle contigue province fino a quando Rozzi non completerà i tre anni di servizio richiesti dalla legge attuale. In questo modo potrà dimettersi e smettere di soffrire per le ingiustizie. Rozzi dice di essere diverso da ogni altro, e ciò è anche testimoniato dai suoi rapporti sul Nuovo Regime Forestale in Italia (vol. II, p. 228).

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Documento Argomenti vari

Lettera di Rozzi, spedita da Teramo, in cui sollecita Dragonetti di scrivere all'amico Scialoja raccomandando la sua domanda di ritiro. Il 13 aprile credeva venisse fatto il suo decreto. Poco dopo gli venne chiesto il certificato della sua cessazione dalle funzioni di Ispettore forestale. Comunica di essere senza soldi da 14 mesi e propone un'idea sulla quale se è d'accordo potrà firmare. La guerra del Lussemburgo è stata l'ultima guerra, il progresso è progredito talmente tanto che le guerre non si faranno più perché l'uomo ha saputo scoprire che il cannone è in grado di distruggere un intero battaglione da 4 miglia. Non potendo fare la guerra si ottengono tre vantaggi principali: 1) è possibile evitare la mutilazione degli uomini che addirittura vengono considerati fortunati in tal caso; 2) si otterrà il risparmio delle finanze statali; 3) si apporterebbe all'agricoltura materiale, che è la regina delle scienze, un grande aiuto. L'idea è che si potrebbe organizzare un congresso Europeo nel quale gli attuali stati europei possano fermare il principio che chi possiede, possiederà sempre, così che possano cambiare anche le dinastie. Infine, stante le tensioni con la Russia, Rotschild si eleverebbe a successore e tutto il suo patrimonio sarebbe assegnato in ragione degli abitanti agli Stati Europei.

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Documento Argomenti vari

Lettera di Rozzi, spedita da Teramo, in cui si scusa per non aver risposto alla lettera di Dragonetti del 4 dicembre. Per poter rispondere correttamente al suo quesito è necessario recarsi sul posto. Per essere più sicuri è necessario inviare gli esatti confini del feudo, il quale sarà visitato da una persona idonea alla quale però dovrebbe essere pagato un compenso. Rozzi ricorda a Dragonetti che Luigino, figlioccio del Marchese, ha avuto presso di lui per oltre un decennio vitto, alloggio e scuola: per questo lo prega di essere ripagato con beni, oggetti d'arte e denaro.

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Documento Argomenti vari

Lettera di Rozzi, spedita da Teramo, in cui informa Dragonetti che il 13 aprile è arrivato da Firenze e che il suo decreto si stava concludendo. Successivamente gli venne chiesto perché cessò di svolgere le funzioni di Ispettore forestale, funzioni che non svolgeva più da 5 mesi. Chiede a Dragonetti di scrivere al cavalier Magliani perché affretti la conclusione del suo affare. Uno degli animatori delle sue virtù è il suo amico fidato e sopra ogni sospetto: Luigi Vinciguerra. Buonanno De Sanctis è reputato alla stessa stregua. La cosa strana è che il vescovo lo ignori del tutto e non pensi a proporlo come suo collega. Scrive inoltre di essere contento perché tra le tante libertà c'è anche quella dello scrivere e della piegatura del foglio.

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Documento Richiesta di risarcimento

Lettera di Rozzi, spedita da Teramo, in cui scrive a Dragonetti che, pur avendo servito per 47 anni, non gli spettano che i quattro quinti dell'ultima classe. Invierà a Firenze le sue carte, ma se Dragonetti non si raccomanderà al cavalier Magliano non le riceverà neppure fra molti mesi. Ricorda a Dragonetti di essergli creditore per il decennio di sostentamento per il suo figlioccio, più trecento ducati per la vendita a Gregorio Delfico.

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Documento Argomenti vari

Lettera di Rozzi, spedita da Teramo, in cui comunica a Dragonetti che una persona a lui amica sarà incaricata di recarsi in L'Aquila per trattare l'affare Perraci. Quanto a Delfico, fortunatamente Rozzi ha potuto trovare una copia della rara opera intitolata "Storia".

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Documento Notizia della morte di Andrea Costantini

Lettera di Rozzi, spedita da Teramo, con cui comunica a Dragonetti la notizia della morte di Andrea Costantini, se ne dispiace, ed afferma che avrebbero potuto farlo morire con la carica di Vice-Presidente.

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Documento Notizie varie

Lettera di Dragonetti, spedita da L'Aquila, in cui comunica a Delfico di attendere alcune idee intorno alla bonificazione del Tavoliere per il quale pare che Sua Maestà non voglia sentir parlare di affrancazione, poiché ne cancellò anche l'ipotetica menzione che se ne faceva nello Statuto della Banca del Tavoliere delle Puglie. Si accenna alla lettura di un manoscritto di Delfico sulla Civil Società consegnato ad Ignazio Rozzi presidente della Società Economica. Dragonetti spedisce anche un piccolo catechismo religioso-politico- sociale del cav. Sanseverino da consegnare successivamente al rettore del collegio. Chiede se sono stati terminati gli studi sui confini del Regno.

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Documento Cenni su un nuovo sistema monetario italiano

Opuscolo a stampa intitolato "Cenni su un nuovo sistema monetario italiano. Letture accademiche letti nella tornata de' 7 luglio 1861 dal già Segretario perpetuo e Prof. di agricoltura della stessa Sig. Rozzi Ignazio". Rozzi sottolinea che l'unificazione del sistema monetario in Italia è un fatto di enorme importanza di cui deve occuparsi il Governo. Una Nazione che vede riunirsi il suo popolo deve impegnarsi perché il nuovo ordinamento civile si armonizzi con i mezzi materiali dell'unificazione, fra i quali vi è il sistema monetario. Bisogna evitare le rivalità municipali ed aver due obiettivi: 1) rinvenire e fissare un valore che possa ragguagliarsi a tutte le monete correnti, sia italiane che straniere; 2) adottare una nomenclatura che basti da sola a rivelare le origini italiane della moneta senza ostacoli di rivalità municipali. Il ragguaglio fra le nuove e le vecchie monete dovrebbe partire da un valore che corrisponda alla piastra piemontese, alla cinque franchi dei francesi, al francescone toscano, allo scudo romano ed al ducato napoletano. Sul lato della moneta deve essere effigiato Vittorio Emanuele II, e dall'altro la figura geografica della penisola.

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