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ARCHIVIO STORICO DELLE ECONOMISTE E DEGLI ECONOMISTI

Guida archivistica alle carte e alle corrispondenze degli economisti italiani


ARCHIVIO STORICO DELLE ECONOMISTE E DEGLI ECONOMISTI


Smith Adam

Kirkcaldy 5 giugno 1723 - Edimburgo 7 luglio 1790

Adam Smith è stato un filosofo ed economista scozzese. La prima edizione de La ricchezza delle nazioni, l'opera principale di Smith (1776) Smith, che studiò filosofia sociale e morale non essendo ancora l'economia una disciplina accademica all'Università di Glasgow e al Balliol College di Oxford, gettò le basi dell'economia politica classica e viene pertanto considerato unanimemente il primo degli economisti classici, sebbene non sia facile individuare con precisione la fine del mercantilismo e l'inizio dell'età classica, poiché per un certo periodo ci fu una sovrapposizione tra le due corrent...i di pensiero. Spesso Smith è stato anche definito il padre della scienza economica. In effetti, nonostante molti precursori dell'economia classica avessero prodotto singole tessere o parti dell'intero mosaico, nessuno di essi fu in grado di fornire in un'unica opera il quadro generale delle forze che determinassero la ricchezza delle nazioni, delle politiche economiche più appropriate per promuovere la crescita e lo sviluppo e del modo in cui milioni di decisioni economiche prese autonomamente vengano effettivamente coordinate tramite il mercato. L'opera più importante di Smith è intitolata Indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni (1776). L'opera di Adam Smith chiude il periodo dei mercantilisti, da lui così definiti e criticati, dando avvio alla serie di economisti classici superando i concetti definiti dai fisiocratici. La ricchezza delle nazioni diventa il testo di riferimento per tutti gli economisti classici del XVIII e XIX secolo, come David Ricardo, Thomas Robert Malthus, Jean-Baptiste Say, John Stuart Mill, che o ne ripresero il contenuto per elaborare le proprie posizioni, anche divergenti fra di loro, oppure la criticarono alla ricerca di nuove vie. La ricchezza delle nazioni è però anche un importante libro di storia economica, perché vi vengono descritte le trasformazioni dell'economia inglese del tempo. La concezione di Smith a proposito dello scopo della scienza economica segue quella dei mercantilisti, tendente alla spiegazione della natura e delle cause della ricchezza delle nazioni. In termini moderni si direbbe che Smith fu un teorico della macroeconomia, interessato alle forze che determinano la crescita economica, anche se le forze di cui egli parlava erano ben più ampie rispetto all'ambito della moderna economia: il suo modello economico è ricco di considerazioni di tipo politico, sociologico e storico. Continua a leggere



Opera An Inquiry into the Nature and Causes of the Wealth of Nations  

Charles J. Bullok, New York (1776)

Documento Lettera di Carlo Uhr a Francesco Saverio Salfi

Il documento, datato Parigi, 9 giugno 1829, è una lettera con cui il mittente chiede al Salfi di poterlo incontrare per consegnarli "una lettera dell'Avvocato, Signor Bianchini e alcune copie in istampa delle sue Riflessioni sulla pubblica economia". Il 28 marzo dello stesso anno, Bianchini aveva inviato a Salfi, sempre tramite Carlo Uhr, le copie dell'opuscolo "Dell'influenza della pubblica amministrazione sulle industrie nazionali e sulla circolazione della ricchezza", stampato a Napoli nel 1828, in cui l'autore continuava la polemica dell'economista "pratico" contro i teorici, rappresentati da J. B. Say, teorico della libertà commerciale, e in Sismondi, sostenitore della coincidenza fra interesse privato e pubblico sostenuta da Smith. Cfr. F. Di Battista, vedi nota bibliografica.

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Documento Lettera di Jean Baptiste Say Francesco Saverio Salfi

Lettera, scritta in francese, in cui il Say risponde alle critiche espresse da Nicola Porcinari nelle "Riflessioni sul Trattato di Economia politica del sig Say" (1), opera nella quale l'autore lo aveva attaccato pesantemente accusandolo di aver plagiato Smith: "Cet anonyme A est bien maladroit de faire le procès à toute l'Europe qui a traduit mon Traité dans toutes les langues et qui y a trouvé la mieux distribuée et la plus complette exposition des principies de l'economie politique. Quiconque écrit sur les sciences et se cache, a la convinction qu'il a tort. (1) Lo scontro Say-Porcinari è parte di una polemica con gli economisti italiani, Gioja in testa, che si trascinerà per anni. Una dettagliata ricostruzione della polemica è stata fatta da F. Di Battista, vedi nota bibliografica. Una traccia della polemica tra Gioja e Say è riscontrabile anche nella lettera di Poggi a Salfi del 24 aprile 1828, ms. XX 77.1.3.

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Documento Corrispondenza: Luigi Einaudi a Giulio Andreotti (14-03-1958)

Einaudi scrive a Andreotti, Ministro delle Finanze, per ricordargli gli insegnamenti di Adam Smith riguardo alle imposte: esse devono essere esatte con il minimo costo di denaro e di tempo per il contribuente e quando non c'è chiarezza "mezzani e azzeccagarbugli si intrufolano a riscuotere taglie private". Sembra invece che l'Amministrazione insista nel "farsi mandare con tanti accidenti all'inferno" senza alcun vantaggio per il fisco.

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Documento Ricerca di un'edizione rara di "Smith Adam Recherches traduction par Garnier"

Einaudi richiede a Laterza un'edizione rara di Adam Smith, Recherches traduction par Garnier. Einaudi sa che esiste una prima edizione, che varie fonti fanno risalire al 1800 o al 1805 e non al 1802 ed è esattamente quella che lui sta cercando. L'edizione è in cinque volumi e non in sei come lo è, invece, quella del 1822 che già possiede. Offre 30 lire, diritti e spese non compresi, pur consapevole che "dovrebbe valer meno, dato che le traduzioni di Smith sono innumerevoli e di Garnier furono pubblicate due edizioni dopo la prima".

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Documento Temi economici

Baer scrive a proposito del giudizio di Luzzatti sui socialisti della cattedra critica Vito Cusumano. Elogia Smith e Ricardo riferendosi al III volume, "La proprietà", del Lampertico.

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Documento Su diverse scuole di pensiero

Scrive Torrigiani: "M'accennavate del modo in cui parecchi scienziati della Germania trattano dell'economia. Quelli che vogliono abbattere la scuola di Smith cercando di collocare l'etica a guida superiore dell'economia politica dimenticano la distinzione vera e proficua che merita la scuola italiana sin dal secolo scorso per armonizzare i principi della nostra con la scienza della filosofia morale". Propone un articolo sull'argomento.

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Documento Opinioni sulla riforma delle finanze

Sella trasmette un bilancio preventivo per il 1969 in lingua tedesca dove ha trovato quanto interessava a Messedaglia. Discute della riforma, che avrebbe voluto lasciasse alle Finanze la direzione delle gabelle, e sul fatto che il capo del distretto possa dirigere le Finanze, la polizia e i comuni: "Adam Smith [aveva] torto" sulla divisione del lavoro. Stabilisce un confronto tra l'imposta diretta nel Lombardo Veneto ed il Regno d'Italia. Lamenta infine la mancanza di uomini geniali come Messedaglia e Giorgini.

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Documento Del pauperismo e delle libertà economiche

Appunti di Dragonetti su Adamo Smith fondatore della Scienza economica sulla base esclusiva della teoria dei valori: e benché innanzitutto egli si lasciasse assorbire dallo studio della ricchezza, tuttavia è stato il meno assoluto degli economisti della sua scuola. La sua vasta mente non si è limitata all'esame dei fenomeni materiali della produzione, ma si è occupata delle più elevate questioni della filosofia sociale. Ma una tale tendenza a poco a poco si dileguò per coloro che professavano le sue dottrine ed il loro materialismo andò crescendo con i commenti con cui le teorie furono svolte ed allargate. Le loro più esagerate espressioni si trovano nei volumi dell'ebreo Ricardo, il sottile metafisico della rendita territoriale. Per lui le nazioni non sono che opifici di produzione, l'uomo altro non è che una macchina che produce e consuma e la vita umana niente di meglio che un capitale. Sostiene inoltre che la teoria della ricchezze non potrà mai da sé sola costituire una scienza. Say sentiva vagamente questa verità quando nel suo corso di economia politico-pratica dava a quella disciplina il nome di sociale. Non ci si può limitare all'osservazione dei fenomeni della produzione e della ricchezza perché facendo astrazione dai valori delle popolazioni che le producono e le consumano si fa ritorno a quella povera scienza tutta fiscale ed antisociale per i suoi disastrosi effetti.

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Documento "Miscellanee Economiche"

Appunti ed estratti autografi del Minghetti, più precisamente: "Rosmini-Il Comunismo ed il socialismo, I fondamenti dell'Economia nazionale-manuale elementare degli uomini d'affari e degli studiosi (1854), Note allo Smith, Storia della ricchezza delle nazioni, Trattato di Economia pubblica, Del metodo nell'economia pubblica, Rossi Gabriello, Mali effetti attribuiti alla concorrenza".

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Documento Analysis of "Wealth of Nations" arranget on a new easy method by rev. F.A. Basford de Whilson

Opera di Adam Smith intitolata "Analysis of "Wealth of Nations" arranget on a new easy method by rev. F.A. Basford de Whilson (Oxford, Thimpthon, 1887).

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Documento [Scritto su Adam Smith]

Scritto di Ruini (autografo e in parte dattiloscritto) su Adam Smith: "Vita di Smith, Adamo Smith e il cosmopolitismo economico, Il moralista e l'economista, Lavoro e scambi: fondazione dell'economia politica, La storia e 'l'invisibile Mano', Interessi generali ed interventi dello Stato".

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Documento Senza titolo [Sistemi delle tariffe]

Si esaminano i sistemi delle tariffe, in particolare quello della tariffa duplice, "a due colonne di dazi", i minimi e i massimi, e quello attualmente in vigore in Italia della "tariffa generale". In linea di principio, comunque, per Bertolini tutti "i trattati di commercio o sono una burla o cercano trarre in inganno; infatti essi hanno il difetto fondamentale di dover essere una concessione reciproca [...], un do ut des infine". Esaminando gli effetti della politica doganale, Bertolini dimostra come la crescita o il declino dei vari settori produttivi dell'economia nazionale si siano compiuti indipendentemente da essa, confermando la teoria liberista di Adam Smith. In alcuni casi, come per l'importante settore della cerealicoltura, gli effetti erano stati a suo avviso deleteri ed opposti a quelli sperati, tanto che la recente sospensione del sistema doganale per i cereali era stata accompagnata da una sensibile ripresa produttiva, soprattutto in Puglia. "Il Minghetti diceva datemi un bilancio ed io vi saprò dire di quale paese si tratti. Se questo si può dire del bilancio, a maggior ragione si dovrebbe dire della tariffa doganale, che dovrebbe essere indice delle tendenze, delle aspirazioni di un paese, delle sue condizioni economiche". Applicando questo concetto alla tariffa del 1887, Bertolini ne denunciava, però, l'alterazione rispetto alla "struttura economica del nostro Paese". Il dazio poteva essere in effetti strumento di "tutela economica", ma anche di "guerra economica". E la tariffa del 1887 rinviava alla seconda funzione. Ad uno ad uno Bertolini svela tutti gli interessi di parte che si celavano dietro una politica commerciale protezionistica, ammantata di una patina ingannevole ed apparente di tutela del benessere collettivo di una nazione. "La barriera è una cosa artificiale, la cui soppressione ridonderebbe a beneficio quando fu unificata all'Italia e furono tolte di mezzo le barriere, e certo non è detto che l'artificio, che sussisteva per gli Stati che insieme formarono l'Italia, non sussista anche tra Stato e Stato attualmente". I casi degli Stati Uniti d'America e di alcuni cantoni della Confederazione svizzera, paesi non protezionisti, confermerebbero l'artificiosità delle barriere doganali. Così, allo stato attuale, il protezionismo "si è chiuso nella difesa ed alcuni sono giunti a dire che riconoscono che la condizione generale delle cose è il liberismo, ma che nelle contingenze attuali occorre il protezionismo". In questa schiera di economisti Bertolini colloca Cognetti de Martiis, che, curatore della quarta serie della "Biblioteca degli Economisti", nella prefazione ad un volume distinse tra libero Stato, come "meta", e Stato protezionista come realtà attuale "in continua evoluzione verso lo Stato libero". Ad essere sbagliato in una simile concezione, secondo Bertolini, è il presupposto che scaturisce dall'indirizzo della scuola storica, in base al quale "il nocciolo dell'economia" sarebbe "nella correlazione con l'organismo umano" e nelle sue trasformazioni nel tempo. Quando lo sviluppo industriale è agli esordi l'economia di un Paese sarebbe così paragonabile ad un bambino, che ha bisogno di essere difeso dai genitori. Lo Stato, pertanto, deve intervenire con una politica protezionistica, fintanto che l'industria non sia sufficientemente solida da poter tener testa alla concorrenza straniera. L'obiezione che Bertolini muove a questa concezione di Cognetti de Martiis è che nessuna inchiesta, condotta sullo stato dell'economia italiana, aveva affermato il raggiungimento di livelli minimi di sviluppo per l'industria che supportassero un superamento della politica protezionistica. In questo Bertolini condivide le posizioni di Bastiat, secondo cui "la protezione è un cuscino comodo, su cui l'industria s'addormenta". L'Italia aveva a sue spese subìto gli effetti deleteri della politica protezionistica sostenuta in favore dell'industria pesante (navale, siderurgica e metallurgica) durante e dopo il periodo bellico. Il coinvolgimento in tale sistema di protezione degli istituti bancari avrebbe portato ad una sicura bancarotta, se "per fortuna dell'Italia Bonaldo Stringher non avesse saputo far andare a mare la troppo confidente Banca di Sconto". Tra i seguaci del libero scambio, che ebbe origine dalla battaglia contro la tariffa sul grano condotta vittoriosamente da Riccardo Cobden, "economista insigne della prima metà del XIX secolo", simbolo stesso del liberismo, in Italia è ricordato Luigi Einaudi, accanto ovviamente allo stesso Angelo Bertolini e al suo maestro, Francesco Ferrara. Bertolini confessa che le lezioni di quest'ultimo del 1857-58-59 "sono veramente ammirabili e si sta cercando di pubblicarle". Unico attuale rimedio contro il protezionismo è la sua moderazione, attraverso il ricorso alle statistiche commerciali.

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Documento Dispensa intitolata "Economia nazionale"

Dispensa di Angelo Messedaglia intitolata "Economia nazionale". Comprende: nozione, partizione, scopo in corrispondenza all'ufficio. Parte prima: "produzione della ricchezza", sua natura economica, sua forma (bisogni, valore, utilità); sui fattori della produzione: natura, lavoro, (produttività e lavoro, elemento fisico, elemento intellettuale, elemento morale), capitale (il capitale quale fattore riproduttivo, sua essenza, relatività del concetto, capitale immateriale). Cenni di storia del pensiero economico: sulla fisiocrazia e sul concetto di "reddito o prodotto netto"; sul "sistema industriale o del lavoro, sull'economia inglese: A. Smith, sistema industriale, suoi lineamenti ecc. La dispensa presenta numerose correzioni di Messedaglia.

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