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ARCHIVIO STORICO DELLE ECONOMISTE E DEGLI ECONOMISTI

Guida archivistica alle carte e alle corrispondenze degli economisti italiani


ARCHIVIO STORICO DELLE ECONOMISTE E DEGLI ECONOMISTI





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Opera Il Mezzogiorno e lo Stato italiano : discorsi politici : 1880-1910. Volume I  

Firenze, Vallecchi (1926)

Opera Il Mezzogiorno e lo Stato italiano : discorsi politici : 1880-1910. Volume II  

Firenze, Vallecchi (1926)



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Documento Accordi sulla prossima pubblicazione "Il Mezzogiorno e lo Stato italiano. Discorsi politici (1880-1910)"

Giustino Fortunato è tra gli studiosi e cultori d'economia che Giovanni Laterza predilige come suoi collaboratori informali nella selezione delle opere straniere da tradurre in lingua italiana. Se Fortunato non svolgerà tale ruolo con la stessa frequenza e sistematicità di Nitti, sarà per l'ignoranza della lingua inglese, confessata con rammarico dallo stesso Fortunato nella presente lettera. Per tale motivo non potrà, ad esempio, consigliare Laterza sull'opportunità di tradurre un'opera non ben precisata sull'Irlanda, che pure potrebbe risultare "interessantissima per noi meridionali". A proposito della sua opera "Il Mezzogiorno e lo Stato Italiano. Discorsi politici (1880-1910)", da articolare in due volumi, che è in procinto di essere pubblicata dalla Casa editrice Laterza, Fortunato dichiara che gli incassi delle vendite saranno da lui stesso devoluti in favore dell'Associazione Nazionale per gli interessi morali ed economici del Mezzogiorno.

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Documento Sulla pubblicazione dei due volumi "Il Mezzogiorno e lo Stato italiano. Discorsi politici (1880-1910)"

Fortunato consegna il primo volume di "Il Mezzogiorno e lo Stato italiano. Discorsi politici (1880-1910)" da inserire nella collana Biblioteca di cultura moderna curata dalla Casa editrice Laterza.

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Documento Sulla pubblicazione del primo volume "Il Mezzogiorno e lo Stato italiano. Discorsi politici (1880-1910)"

Fortunato avvisa Laterza che gli è arrivato il primo volume dato alle stampe del suo lavoro "Il Mezzogiorno e lo Stato italiano. Discorsi politici (1880-1910)".

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Documento Sulla pubblicazione "Il Mezzogiorno e lo Stato italiano. Discorsi politici (1880-1910)"

Fortunato discute della copertina posteriore e degli ultimi due righi, su cui dovrebbe essere scritto: "A beneficio dell'Associazione Nazionale per gli interessi morali ed economici del Mezzogiorno".

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Documento Sulla pubblicazione del primo volume "Il Mezzogiorno e lo Stato italiano. Discorsi politici (1880-1910)"

Fortunato si accorda con Laterza sui nominativi di personaggi e redazioni giornalistiche cui inviare copie della sua pubblicazione per eventuali articoli di recensione.

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Documento Sull'invio di copie omaggio del suo lavoro "Il Mezzogiorno e lo Stato italiano. Discorsi politici (1880-1910)"

Fortunato ritorna sui nominativi di personaggi e redazioni giornalistiche cui inviare copie della sua pubblicazione per eventuali articoli di recensione.

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Documento Sull'invio di copie omaggio della pubblicazione "Il Mezzogiorno e lo Stato italiano. Discorsi politici (1880-1910)"

Fortunato si accorda con Laterza sulle modalità di consegna delle 413 copie omaggio del suo lavoro "Il Mezzogiorno e lo Stato italiano. Discorsi politici (1880-1910)" ad amici e giornali.

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Documento Sull'invio di copie omaggio della pubblicazione "Il Mezzogiorno e lo Stato italiano. Discorsi politici (1880-1910)"

Fortunato ritorna ancora una volta sui nominativi di personaggi e redazioni giornalistiche cui inviare copie della sua pubblicazione per eventuali articoli di recensione.

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Documento Sull'invio di copie omaggio della pubblicazione "Il Mezzogiorno e lo Stato italiano. Discorsi politici (1880-1910)"

Fortunato ritorna ancora una volta sui nominativi di personaggi e redazioni giornalistiche cui inviare copie della sua pubblicazione per eventuali articoli di recensione.

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Documento Errata corrige

Fortunato segnala a Laterza un'errata corrige che deve essere indicata nel vol. II, p. 483, rigo 18. In particolare, al posto del termine "individualismo" dovrebbe leggersi "particolarismo". Fortunato insiste sulla necessità di rimediare all'errore per salvarlo "da un enorme granchio da me preso".

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Documento Invio di altre due copie

Fortunato chiede a Laterza d'inviargli altre due copie promesse a suoi amici, a testimonianza di come i due volumi su "Il Mezzogiorno e lo Stato italiano. Discorsi politici (1880-1910)" stiano riscuotendo un buon successo editoriale.

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Documento Modalità di distribuzione della pubblicazione di Fortunato

Fortunato prende accordi con Laterza sulle modalità di distribuzione dei due volumi "Il Mezzogiorno e lo Stato italiano. Discorsi politici (1880-1910)".

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Documento Modalità di distribuzione dell'ultima pubblicazione di Fortunato

Fortunato ritorna sulle modalità di distribuzione dei due volumi "Il Mezzogiorno e lo Stato italiano. Discorsi politici (1880-1910)".

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Documento Richiesta di pubblicazione

Giustino Fortunato chiede di pubblicare totalmente a sue spese la conferenza del giovane socialista di Margherita di Savoia Arcangelo Di Staso intitolata "Da ciò che insegna la guerra", la cui vendita sarà a beneficio di qualche scuola popolare. L'intenzione è quella di pubblicare un opuscolo dai costi contenuti. A tale riguardo Fortunato precisa: "Non mi pare inutile che in Puglia veda la luce lo scritto di un socialista, inneggiante - da un alto nobile punto di vista - alla guerra di Libia".

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Documento Pubblicazione su Antonio Salandra

Giustino Fortunato accetta di curare la stampa del volume "Politica e legislazione" (vedi nota bibliografica) che raccoglie i discorsi del "nostro Salandra".

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Documento Sulla scelta di scritti di Antonio Salandra

Giustino Fortunato informa l'editore Laterza che il figlio di Antonio Salandra, Vittorio, gli ha inviato a Napoli libri ed opuscoli scritti dal padre tra cui scegliere quelli destinati alla pubblicazione [Politica e legislazione. Saggi]. Si sofferma, inoltre, a commentare con l'editore Laterza la notizia della pubblicazione di un volume di Ferruccio Boffi intitolato "Il pensiero politico di Antonio Salandra", vedi nota bibliografica.

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Documento Sulla raccolta di saggi di Salandra curata da G.Fortunato

Mario Pensuti ringrazia l'editore Laterza per l'invio del volume su Salandra curato da Giustino Fortunato e lancia l'idea di preparare un volume simile per l'onorevole Sonnino. A tal proposito sostiene di avere già pronto "molto materiale che dovrebbe servire per una serie di 'profili' molto seri e di uomini politici contemporanei". In particolare il profilo di Sonnino potrebbe essere curato personalmente da lui in 4 o 5 capitoli. Pensuti non ha dubbi sulla riuscita della pubblicazione e precisa che "se domani poi l'onorevole Sonnino dovesse condurre l'Italia ad una vittoria diplomatica o guerresca, il libro (...) andrebbe a ruba". Come argomentazione persuasiva a sostegno dell'iniziativa Pensuti sottolinea come Sonnino sia "uno dei più grandi studiosi della questione meridionale".

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Documento Sull'invio del volume "Politica e legislazione. Saggi"

Antonio Salandra ringrazia l'editore Laterza per l'invio di due copie del volume "Politica e legislazione. Saggi", raccolta di suoi scritti e discorsi selezionati e curati da Giustino Fortunato.

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Documento Sulla crisi agricola in Rionero in Vulture

Giustino Fortunato dà delle brevi informazioni sulla situazione drammatica prodotta nel paese di Rionero in Vulture dalla crisi agraria: "(...) è stato possibile l'incredibile qui, nel mio paese natale, tanto gli animi del contadiname sono bestialmente esasperati". Annuncia, inoltre, che all'inizio del mese di settembre avrebbe definitivamente lasciato Rionero in Vulture.

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Documento Considerazioni sul progetto d'imposta globale sul reddito

Giustino Fortunato chiede a Giovanni Laterza se è a conoscenza della formazione di una Commissione Ministeriale impegnata nello studio e nella propagazione di un progetto d'imposta globale sul reddito. Allega alla lettera una copia della comunicazione ufficiale sull'argomento. Giustino Fortunato si rivela particolarmente critico nei confronti della scelta del presidente della Commissione, Luigi Einaudi, secondo il suo parere "non favorevole a noi meridionali". Quanto ai componenti della stessa Commissione, i cui nomi non sono esplicitati nella lettera, il giudizio critico non è dissimile: "alti burocrati in prevalenza settentrionali, non amici nostri". Fortunato confida apertamente a Giovanni Laterza tutti i suoi timori e le sue ansie: "Che ne sarà di noi, che tutti i danni abbiamo della guerra, nessuno de' vantaggi?". Propone a Laterza la riedizione "de' magnifici articoli del Nitti su 'Nord e Sud' in fatto di tributi, i quali non con il nome del Nitti, ché egli è funzionario dello Stato, videro già la luce su "L'Unità" e che tanto rumore levarono nel campo degli studiosi". Questa riedizione avrebbe potuto costituire la prima parte di un lavoro più ambizioso su "Le contribuzioni fiscali nel Mezzogiorno, prima e dopo la guerra". Secondo Fortunato questa pubblicazione avrebbe dato un grande aiuto contro "l'ostinazione a negare l'evidenza, ossia che, data la rispettiva ricchezza, il Sud paga più del Nord". In particolare "nell'attesa del 'dopo la guerra' la sollecita pubblicazione della prima parte, quella cioè riguardante lo stato di fatto 'prima di essa' varrebbe a preparare e a maturare provvedimenti i quali già sono allo studio, meno iniqui per noi. Siamo in condizione di paurosa incognita sul Mezzogiorno, sarebbe dovere prevenire il danno". Fortunato non chiede alcun compenso per la realizzazione del volume.

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Documento Proposta di pubblicazione

Giustino Fortunato propone a Giovanni Laterza la pubblicazione di un volume di relazioni ed articoli dell'Azimonti (quindici in tutto), presentato da una sua "Avvertenza". Il volume, a suo avviso, potrebbe rientrare nelle pubblicazioni riguardanti l'Italia ed avere come titolo "Il Mezzogiorno agrario", ovvero "un argomento interessantissimo e d'attualità"(1). Fortunato pretende da Laterza un giudizio sull'opportunità di realizzare tale pubblicazione "senza il menomo riguardo personale" per la sua persona. Lo stesso Fortunato curerebbe la correzione della bozza. (1) Il volume fu pubblicato nel 1919 col titolo "Il Mezzogiorno agrario quale è. Relazioni e scritti".

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Documento Sul progetto di pubblicazione di una raccolta di scritti dell'Azimonti

Lettera di ringraziamento che Fortunato rivolge a Giovanni Laterza per aver benevolmente accolto la sua proposta di pubblicazione della raccolta di scritti dell'Azimonti, "Il Mezzogiorno agrario quale è. Relazioni e scritti". Fortunato considera tale lavoro un'occasione preziosa che gli è stata offerta "di compiere un'opera utile in tanto affannarsi di menti agitate e confuse". Al termine della lettera Fortunato richiede a Laterza copia dell'introduzione ed indice degli articoli dell'Azimonti raccolti nel volume edito per pubblicizzarne l'acquisto.

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Documento Sulla pubblicazione del volume di scritti di Azimonti

Giustino Fortunato consegna a Giovanni Laterza la bozza corretta del volume "Il Mezzogiorno agrario quale è. Relazioni e scritti" di Eugenio Azimonti destinato alla pubblicazione.

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Documento Distribuzione del volume di scritti scelti dell'Azimonti

Fortunato richiede a Giovanni Laterza due copie del volume da lui curato su scritti scelti dell'Azimonti, "Il Mezzogiorno agrario quale è. Relazioni e scritti", per consegnarle a Benedetto Croce. Informa, inoltre, Laterza che alla fine di febbraio si sarebbe svolto il Congresso Agrario Nazionale a Roma.

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Documento Sul volume di scritti scelti dell'Azimonti

Nella lettera Fortunato ribadisce a Giovanni Laterza la data di fine febbraio prevista per il Congresso Agrario Nazionale e chiede di poter pubblicare sul fascicolo del 15 febbraio della rivista "Nuova Antologia" la prefazione da lui scritta al volume di relazioni e discorsi dell'Azimonti, "Il Mezzogiorno agrario quale è. Relazioni e scritti", d'imminente pubblicazione.

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Documento Consigli di Croce sul volume di scritti dell'Azimonti

Fortunato avvisa Giovanni Laterza di aver accolto il consiglio di Benedetto Croce di sostituire nel titolo del volume "Il Mezzogiorno agrario quale è. Relazioni e scritti" il termine "articoli" con "scritti".

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Documento Sul volume di scritti dell'Azimonti

Giustino Fortunato chiede che gli scritti dell'Azimonti, "Il Mezzogiorno agrario quale è. Relazioni e scritti", da pubblicare nel volume edito dalla Laterza, siano 16 e non più 15 come concordato con Giovanni Laterza. Invia, pertanto, l'originale dello scritto da aggiungere alla raccolta. Si tratta di uno scritto del 16 gennaio 1914, che in un primo momento Fortunato aveva escluso, ma che, a ripensarci, preferirebbe fosse incluso perché "d'argomento importantissimo", in quanto dotato di una "nota interessantissima del nostro Salvemini", meritevole d'essere pubblicata.

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Documento Dono all'Associazione per gli Interessi del Mezzogiorno

Giustino Fortunato chiede a Giovanni Laterza d'inviare la liquidazione che gli spetta per gli incassi della pubblicazione di scritti di Eugenio Azimonti da lui curata, "Il Mezzogiorno agrario quale è. Relazioni e scritti", al cavalier Gaetano Fiorentini, segretario dell'Associazione per gli Interessi del Mezzogiorno. Aggiunge: "se proprio i meridionali non sono una turba di analfabeti, il libro dovrebbe andare a ruba e questo ricompenserebbe della spesa".

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Documento Corrispondenza: Giustino Fortunato a Giovanni Laterza (06-03-1919)

Lettera di Giustino Fortunato a Giovanni Laterza in cui sono presenti alcuni commenti sul lavoro di correzione degli "scritti" dell'Azimonti destinati ad essere raccolti nel volume "Il Mezzogiorno agrario quale è. Relazioni e scritti": "sono scritti preziosi questi dell'Azimonti, ma, purtroppo, scritti in lingua e stile da lombardo-svizzero che io ho fatto del mio meglio per correggere il più possibile, senza rifarli adoprando sopra tutto un po' più e meglio la punteggiatura, della quale i lombardi-svizzeri sono nemici (...)".

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Documento Recensione del volume di scritti di Eugenio Azimonti

Fortunato informa Laterza che Giuseppe Prato, redattore della Riforma Sociale di Torino, parlerà del libro di scritti dell'Azimonti, da lui curato, "Il Mezzogiorno agrario quale è. Relazioni e scritti.

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Documento Sul volume di scritti dell'Azimonti

Giustino Fortunato torna a discutere con Giovanni Laterza degli scritti dell'Azimonti, "Il Mezzogiorno agrario quale è. Relazioni e scritti", sui quali sta apportando delle correzioni formali: "lo scritto dell'Azimonti è puro oro, ma la forma, Dio santo, è lombardo-svizzera! (...) Io ho fatto e farò del mio meglio affinché lo scritto al lettore del libro comparisca tutt'altro di quel che apparve al frettoloso scrittore del giornale "l'Unità". A Prato [Giuseppe], dunque, io mi raccomando. (...)".

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Documento Riflessioni sul volume di scritti dell'Azimonti

Giustino Fortunato è convinto che il libro di Eugenio Azimonti, "Il Mezzogiorno agrario quale è. Relazioni e scritti", sarà "un buon libro, utilissimo alla causa del Mezzogiorno". Esso "dovrebbe incontrare subito il favore, particolarmente nelle tre province della Puglia, in Basilicata, nelle tre Calabrie, in Sicilia. (...)". Nel frattempo gli è stato inviato il tanto atteso fascicolo della rivista "Nuova Antologia", che dovrebbe contenere la sua prefazione al volume di scritti dell'Azimonti. Spera, infine, che il libro sia pubblicizzato dal "Corriere delle Puglie" e che ne sia fatta la recensione da Gaetano Salvemini e da Luigi Einaudi.

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Documento Invio copie del volume di scritti dell'Azimonti

Fortunato scrive a Giovanni Laterza che intende inviare copie del volume di Eugenio Azimonti, "Il Mezzogiorno agrario quale è. Relazioni e scritti", a "chi, credo e spero, possa riuscire utile al Mezzogiorno, se i meridionali si decideranno a leggere pure alla vigilia di così tragiche cose per essi. (...)"

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Documento Riflessioni sul volume di scritti di Azimonti

Fortunato cerca di rassicurare Giovanni Laterza sulle vendite del volume di Eugenio Azimonti, "Il Mezzogiorno agrario quale è. Relazioni e scritti": "il libro deve avere fortuna, perché è una bella e buona cosa".

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Documento Prezzi e compensi

Fortunato concorda con Giovanni Laterza prezzi e compensi per la pubblicazione del volume di scritti scelti di Eugenio Azimonti, da lui curato, "Il Mezzogiorno agrario quale è. Relazioni e scritti".

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Documento Appoggio morale all'amico Laterza

Fortunato appoggia moralmente l'amico Giovanni Laterza in alcuni affari non andati a buon fine: "(...) assai, assai mi duole la minaccia di disdetta delle case da lei comprate. Che amaro destino! Nulla è possibile in questo paese di semi-selvaggi! (...)". In conclusione di lettera Fortunato informa Laterza che Gaetano Salvemini è entusiasta del volume dell'Azimonti, "Il Mezzogiorno agrario quale è. Relazioni e scritti.

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Documento Invettive contro il ceto dirigente del Mezzogiorno

Lettera a Giovanni Laterza in cui Fortunato parla della polemica insorta con il presidente della Deputazione Provinciale di Basilicata che non avrebbe acconsentito alla proposta dello stesso Fortunato di ritirare tante copie del volume di Eugenio Azimonti, "Il Mezzogiorno agrario quale è. Relazioni e scritti", quanti erano i consiglieri e di distribuirle poi tra gli stessi: "Che gente! e poi ci dogliamo di valer poco, di contar meno che nulla nelle cose pubbliche! Paesi di straccioni e di parolai! (...)".

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Documento Ancora sulla polemica con il presidente della Deputazione provinciale di Basilicata

Fortunato scrive a Giovanni Laterza e continua la sua polemica contro il presidente della Deputazione Provinciale di Basilicata: "E con questa gente il Mezzogiorno vorrebbe rifarsi delle insidie e prepotere tirannico dell'Alta Italia? Ma se sono condannati a servire sempre in qualsiasi barbaro modo!". Dopo essersi espresso in questi termini sulla classe dirigente del Mezzogiorno, Fortunato si rasserena sapendo che anche il professor Umberto Ricci dell'Università di Pisa si è dichiarato entusiasta del libro "Il Mezzogiorno agrario quale è. Relazioni e scritti".

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Documento Recensioni sulla prefazione di Fortunato al volume dell'Azimonti

Fortunato commenta con Giovanni Laterza la recensione favorevole sulla sua prefazione al volume di scritti dell'Azimonti, Il Mezzogiorno agrario quale è. Relazioni e scritti", pubblicata sulla "Nuova Antologia", marzo 1919.

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Documento Definizione dell'intestazione e del tipo di carattere del volume di scritti dell'Azimonti

Nella lettera Fortunato definisce con Giovanni Laterza l'intestazione del libro di scritti dell'Azimonti, "Il Mezzogiorno agrario quale è. Relazioni e scritti": frontespizio, tipo del carattere ed altri aspetti formali e prettamente tecnici in vista dell'imminente pubblicazione.

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Documento Aggiunte al volume "Il Mezzogiorno agrario"

Eugenio Azimonti è pronto ad inviare sette nuovi articoli per la prossima ristampa del volume "Il Mezzogiorno agrario quale è. Relazioni e scritti". Tali articoli - scrive Azimonti a Giovanni Laterza - sarebbero stati già visionati dal senatore Giustino Fortunato, curatore del volume.

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Documento Progetto di nuova pubblicazione

Giustino Fortunato informa Giovanni Laterza di aver raccolto ed ordinato "quel tanto di briciole e di ricordi parlamentari de' quali vorrei fare un solo volume ["Pagine e ricordi parlamentari"], naturalissimamente fuori di commercio, da donare ai soli vecchi amici elettori dell'ex Collegio di Melfi, articolato in tre parti, ognuna di sei scritti: Provvedimenti e riforme; Interessi locali; Ricordi".

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Documento Invio primo volume di "Pagine e ricordi parlamentari"

Fortunato informa Laterza che il volume dell'edizione fuori commercio "Pagine e ricordi parlamentari" è pronto per la pubblicazione.

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Documento Benedetto Croce nuovo ministro

Fortunato esprime a Laterza la sua felicità e soddisfazione per la nomina di Benedetto Croce a ministro.

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Documento Argomenti vari

Fortunato si confronta con Laterza sulle modalità di pubblicazione del volume di ricordi parlamentari da lui raccolti per un'edizione fuori commercio, "Pagine e ricordi parlamentari". Esprime, inoltre, ancora la sua soddisfazione per la nomina a ministro dell'amico Benedetto Croce.

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Documento Esiti dell'ultima pubblicazione di Fortunato

Fortunato commenta con Laterza la pubblicazione del volume di suoi ricordi parlamentari, "Pagine e ricordi parlamentari".

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Documento Correzione degli scritti dell'Azimonti

Giustino Fortunato discute con Laterza di due articoli dell'Azimonti "Il Mezzogiorno agrario quale è. Relazioni e scritti", che è impegnato a correggere: "due piccoli gioielli alla lettura, ma scritti, ohimè! Dio sa come!".

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Documento Sulla ristampa degli scritti di Eugenio Azimonti

Fortunato discute con Giovanni Laterza della ristampa degli scritti di Eugenio Azimonti, "Il Mezzogiorno agrario quale è. Relazioni e scritti".

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Documento Invio nuovi articoli dell'Azimonti corretti

Fortunato invia a Giovanni Laterza alcuni articoli dell'Azimonti corretti per la ristampa del volume "Il Mezzogiorno agrario quale è. Relazioni e scritti".

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Documento Sull'opuscolo "Dopo la guerra sovvertitrice"

Fortunato chiede notizie a Giovanni Laterza del suo opuscolo "Dopo la guerra sovvertitrice" [1921].

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Documento Chiarimenti

Giustino Fortunato mostra preoccupazione per la lettera ricevuta da Laterza, il quale gli esprimeva i suoi timori sui danni e sulle gravi conseguenze legate alla pubblicazione del suo opuscolo "Dopo la guerra sovvertitrice". Fortunato si chiede "come e perché mai" e se la reticenza dell'editore sia stata determinata dal contenuto.

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Documento Chiarimento di un "granchio" preso da Fortunato

Fortunato si scusa con Laterza per aver frainteso le sue parole. I dubbi dell'editore sulla pubblicazione del suo opuscolo, "Dopo la guerra sovvertitrice", infatti, non riguardavano il contenuto dello stesso, ma gli effetti economicamente devastanti del conflitto che non avevano mancato di avere delle ricadute negative anche sulla casa editrice.

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Documento Stato delle vendite dell'opuscolo di Fortunato

Fortunato richiede a Laterza informazioni sulle vendite della pubblicazione del suo opuscolo "Dopo la guerra sovvertitrice".

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Documento Ancora sullo stato delle vendite dell'opuscolo di Fortunato

Ancora sullo stato delle vendite dell'opuscolo di Fortunato

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Documento Ancora sullo stato delle vendite dell'opuscolo di Fortunato

Nella lettera si trova ancora un accenno alla questione discussa nelle due lettere precedenti. Di scarso rilievo.

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Documento Libro in memoria di Ernesto Fortunato e proposta di riedizione di "Dopo la guerra sovvertitrice"

Fortunato scrive a Laterza della morte del fratello Ernesto e della sua intenzione di voler pubblicare un opuscolo in sua memoria, quasi ultimato. Si tratta di un manoscritto di 140-150 facciate di fogli che desidera stampare con il titolo "In memoria di Ernesto Fortunato", fuori commercio, da donare agli amici. Nel P.S. invita Giovanni Laterza a considerare l'opportunità di una seconda edizione di "Dopo la guerra sovvertitrice", dato che "i fatti del giorno" gli danno sempre più ragione.

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Documento Manoscritto "Guerra sovvertitrice"

Fortunato informa Giovanni Laterza che avrebbe inviato entro una quindicina di giorni il manoscritto commemorativo in onore del fratello. Inoltre invia per "l'ennesima volta rivisto" il suo "Guerra sovvertitrice". Affida alla casa editrice questo manoscritto affinché lo custodisca fintanto che non ritenga opportuno pubblicarlo. Fortunato si dichiara convinto della validità dell'opera che a suo dire "rispecchi[a] la realtà assai più d'ogni altro scritto d'occasione. Lo serbi lei. Se tra qualche mese crederà poterlo ridare a luce, bene. Se proprio a priori intende rinunciarci, me lo rimandi a piacer suo".

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Documento Invio bozza manoscritto in onore del fratello scomparso

La lettera è inviata da Fortunato in allegato al manoscritto commemorativo in onore del fratello Ernesto per informare l'amico editore Giovanni Laterza che l'"Introduzione" allo stesso è in fase di completamento.

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Documento Sul manoscritto commemorativo in onre del fratello Ernesto

Fortunato scarta a priori "assolutissimamente" il disegno d'una qualsiasi pubblicazione tipicamente "necrologica". Vuole un volume "in tutto e per tutto" simile al suo "Ricordi e pagine parlamentari". Se Laterza continuasse ad avere un parere "diametralmente opposto" al suo riguardo tale scelta Fortunato sarebbe pronto a rivolgersi ad un altro editore, o meglio, tipografo, dal momento che si tratta della stampa di un volume fuori commercio.

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Documento Scelta dei "tipi" per il volume commemorativo in onore del fratello defunto

Evidentemente la risposta alla lettera precedente (cfr. cc. 374-378) da parte di Giovanni Laterza è stata favorevole e Fortunato ribadisce all'amico editore "i tipi" che desidera avere per il volume commemorativo in onore del fratello Ernesto.

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Documento Invio manoscritto commemorativo completo

Fortunato invia a Giovanni Laterza il manoscritto commemorativo per il fratello Ernesto comprensivo di "Introduzione".

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Documento Sulla questione tributaria della Casa editrice Laterza

Fortunato fa riferimento ad inizio della lettera al "silenzio" di Giovanni Laterza, ovvero alle mancate risposte alle sue ultime lettere e mostra un atteggiamento di solidarietà nei confronti dell'editore, comprendendone le cause, che hanno a che fare con una questione tributaria che aveva coinvolto la casa editrice e a cui si fanno più o meno espliciti riferimenti anche in lettere di Luigi Einaudi e di Umberto Ricci. Questi i termini in cui Fortunato si esprime in merito alla questione: "Ha perfettamente ragione: è iniquo, tutto quello che capita a' danni suoi e del suo lavoro ed io sarei assai felice di poter contribuire a che ci sia vera giustizia. De' tre senatori, i cui nomi ella mi fa, io non ne conosco alcuno (...)". Nonostante ciò Fortunato mostra la sua disponibilità ad aiutare Laterza chiedendogli i nomi degli altri commissari che giudicheranno "il caso".

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Documento Sulla stampa del volume commemorativo per il fratello scomparso

Fortunato si dichiara contento e soddisfatto del lavoro di stampa del volume commemorativo per il fratello defunto curato da Di Lecce, con cui Fortunato ha stretto un buon rapporto di collaborazione. La stampa del volume fuori commercio, infatti, era stata portata a compimento durante una temporanea assenza di Giovanni Laterza, presumibilmente impegnato nella risoluzione della vicenda tributaria in cui era stata coinvolta la sua casa editrice.

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Documento Soddisfazione per il volume commemorativo e pressioni per la riedizione di "Dopo la guerra sovvertitrice"

Fortunato informa Giovanni Laterza che ha ricevuto le prime copie del volume commemorativo per il fratello e se ne dichiara felice e soddisfatto. Nel P.S. Fortunato esercita pressioni per la riedizione del volume "Dopo la guerra sovvertitrice": "A quando la seconda edizione della Guerra sovvertitrice? (...) è, modifica a parte, quanto di più vero si è scritto, che siamo proprio in guerra civile."

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Documento Ancora pressioni per la riedizione di "Dopo la guerra sovvertitrice"

Fortunato ha effettuato il versamento di pagamento per la pubblicazione del volume commemorativo. Nel P.S. avvisa Giovanni Laterza di aver rinviato a Di Lecce il manoscritto revisionato di "Dopo la guerra sovvertitrice" per la riedizione. Non manca occasione di lamentarsi con Laterza per gli alti costi dell'operazione di riedizione.

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Documento Sulla veridicità dello scritto "Dopo la guerra sovvertitrice" ad un anno dalla sua pubblicazione

Scrive Fortunato a Giovanni Laterza: "Caro amico poc'anzi avevo già fatto noto al De Lorenzo della deliberazione presa dalla Commissione Centrale. Tutto quello che accade è, modestia a parte, la glorificazione del triste mio presagio della "Guerra sovvertitrice" dello scorso anno: parola per parola. E non ancora, dunque, è spicciata la prima edizione in cento copie? Temo anch'io che i prezzi pazzeschi a' quali si è giunti faran si che la gente si asterrà dal comprar libri e più ancor dallo stamparli".

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Documento Nomina a presidente onorario dell'Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno

Il documento è composto da una lettera (cc. 402-403) e da un allegato alla stessa (cc. 400-402). Nella prima Giustino Fortunato comunica a Giovanni Laterza di essere stato nominato presidente onorario dell'Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno e precisa "fin da prima non ho potuto esimermene". Nell'allegato, invece, sono indicati due indirizzi a cui spedire le sue pubblicazioni.

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Documento Sull'opportunità di ripubblicare due volumi di discorsi

Giustino Fortunato ritiene opportuno ripubblicare i due volumi dei suoi discorsi ["Il Mezzogiorno e lo Stato italiano. Discorsi politici (1880-1910)"], cui vorrebbe aggiungere due volumi di pagine di ricordi, il primo già edito, ma fuori commercio e totalmente da rifare. Secondo Fortunato i due volumi sono "importantissimi" in quanto "riprenderebbero di fronte agli altri due le parole, più propriamente l'azione". Chiede ed attende il parere di Giovanni Laterza.

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Documento Questioni ereditarie e proposta di ripubblicazione di due volumi di discorsi

Fortunato discute con Laterza questioni di natura privata: "(...) Se Messenia piange, Sparta non ride! L'aliquota della mia tassa di successione per l'eredità del defunto fratello è accertata al 50, 70 per cento!". Il riferimento è ancora una volta alla vicenda tributaria che aveva coinvolto la Casa editrice Laterza. Il giorno precedente Fortunato aveva appreso da Benedetto Croce del risultato della sentenza emessa in merito ed ora voleva esprimere all'amico editore il suo sostegno morale e materiale, confidando, come Croce, che per superare il momento di difficoltà non sarebbero mancati appoggi e lavoro per la casa editrice. In conclusione della lettera Fortunato chiede all'editore Laterza "se debba o no smettere il proposito" del suo progetto di ripubblicazione dei due volumi di discorsi e di pubblicazione di due ulteriori volumi di ricordi.

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Documento Proposta di pubblicazione

Fortunato ripropone a Giovanni Laterza la ripubblicazione dei due volumi di suoi discorsi ["Pagine e ricordi parlamentari"] cedendone la proprietà a Laterza e di ulteriori due volumi di discorsi da aggiungere ai primi due alle cui spese parteciperebbe a fondo perduto. Informa, inoltre, l'editore di aver ricevuto il catalogo delle pubblicazioni Laterza.

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Documento Sulla proposta di pubblicazione di due nuovi volumi di discorsi

Fortunato sollecita l'editore Giovanni Laterza a prendere una decisione repentina circa la ripubblicazione dei suoi due volumi di discorsi ["Pagine e ricordi parlamentari"], insieme a due ulteriori volumi inediti. Egli, infatti, avverte la stanchezza dovuta all'età ed agli acciacchi di salute.

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Documento Rivelazioni confidenziali

Giustino Fortunato scrive all'editore Giovanni Laterza una lettera intima e confidenziale, in cui gli comunica la consapevolezza di essere ormai sul punto di morire.

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Documento Sollecitazioni per la ristampa dei volumi di discorsi

Fortunato esprime a Giovanni Laterza tutte le sue perplessità circa la mancata risposta dell'editore barese alle sue sollecitazioni di ripubblicare in breve tempo i suoi due volumi di discorsi, in aggiunta ad ulteriori due inediti. Secondo Fortunato Laterza non avrebbe alcuna intenzione di ristampare i suoi volumi, "Pagine e ricordi parlamentari".

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Documento Ancora sulla ripubblicazione dei due volumi di discorsi

Dopo che il ministro Giovanni Gentile ha ordinato come libro di lettura agli insegnanti primari i due volumi dei discorsi di Giustino Fortunato del 1911, l'autore ha ricevuto alcune proposte di ripubblicazione, "Il Mezzogiorno e lo Stato italiano. Discorsi politici (1880-1910)". Queste le considerazioni a proposito espresse da Fortunato: "(...) se uno è sordo alla voce dell'interesse, quell'uno sono io. Tutte le mie stampe mi sono state passive; e in che modo! un centesimo solo, io non ne ho mai intascato. (...) ho pure dei doveri, disgraziatamente, con la Finanza, che se è stata ingorda con voi, è ingordissima con me, avendo le terre esposte al sole e misurate in catasto, ed anche con 13 nipoti, tutti aventi diritto alla mia successione". Nell'anno in cui Fortunato scrive la lettera è ormai settantacinquenne e dichiara ormai di non avere più "nessuna illusione, nessun desiderio di vivere più di quel tanto che ho vissuto fin qui". Prega Giovanni Laterza di dargli una pronta risposta sull'opportunità di ripubblicare per i tipi della casa editrice barese i due volumi dei suoi discorsi.

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Documento Ancora sulla ripubblicazione di due volumi di discorsi

Fortunato contesta l'elevato prezzo a copia proposto da Giovanni Laterza per la ripubblicazione dei due volumi di discorsi, "Il Mezzogiorno e lo Stato italiano. Discorsi politici (1880-1910)": "vera follia degli editori, mentre che il prezzo della carta e della manodopera diminuiscono e debbono diminuire".

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Documento Contrasto con il prezzo di copertina proposto da Laterza

Fortunato continua ad opporsi all'elevato prezzo a copia proposto da Giovanni Laterza per la ristampa dei due volumi di discorsi, "Pagine e ricordi parlamentari". In particolare scrive a Laterza: "(...) alle prese come sono con la Finanza ed anche, ahimé, con i miei conterranei, che mi credon miliardario, sono proprio risoluto di non accettare quella somma".

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Documento Accordi sul prezzo di copertina

Fortunato raggiunge un accordo con Giovanni Laterza sul prezzo di copertina dei due volumi ristampati di discorsi, "Pagine e ricordi parlamentari".

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Documento Accordi con Laterza sulla ristampa dei due volumi di discorsi

Fortunato definisce meglio gli accordi con Giovanni Laterza su tempi e modalità di ristampa dei due volumi di discorsi, "Pagine e ricordi parlamentari"

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Documento Sulla revisione dei due volumi di discorsi

Fortunato precisa all'editore Giovanni Laterza che le modifiche da apportare riguardano solo il secondo volume dei suoi discorsi [Il Mezzogiorno e lo Stato italiano. Discorsi politici (1880-1910), 1911]. In particolare, si tratta dei due discorsi, "Questione meridionale" e "Riforme tributarie". Fortunato vorrebbe che la pubblicazione avesse inizio nel 1924. I due nuovi volumi sarebbero stati quelli che più avrebbero destato la curiosità del pubblico in quanto avrebbero svelato "il dietro le quinte di un deputato meridionale".

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Documento Ultima fatica di Giustino Fortunato

Fortunato chiede a Laterza di sostenerlo in quella che sarà la sua ultima fatica letteraria prima di morire: una raccolta ulteriore di suoi scritti, per le cui correzioni avrà l'aiuto di Benedetto Croce.

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Documento Sull'ultima fatica di Fortunato

Fortunato si dilunga a parlare con l'amico Laterza della sua salute malferma che rallenta i ritmi del lavoro cui sta attendendo, ovvero la correzione dei discorsi e degli scritti da inserire in un ultimo volume che renda conto della sua attività politica pluriennale.

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Documento Stima ed amicizia per Giovanni Laterza

Fortunato scrive a Laterza informandolo del suo stato di salute, dello stato dei lavori e del timore di non portare a compimento il suo ultimo volume di scritti scelti. Coglie l'occasione per esprimere il sentimento di stima e d'amicizia che ormai da anni nutre nei confronti di Giovanni Laterza per le sue qualità di uomo e per l'intelligenza e il coraggio con cui ha diretto la sua attività editoriale.

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Documento Confessioni

Fortunato porta avanti con sempre maggiore fatica il lavoro di revisione dei discorsi e degli scritti da inserire nell'ultimo volume dedicato alla sua pluriennale attività politica. Fortunato ammette con Laterza che l'ultimazione del lavoro di correzione prima di morire è diventata l'unica, efficace motivazione interiore che lo sostiene ancora in vita.

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Documento Intervento di Benedetto Croce

Le lettere di Fortunato all'amico Laterza diventano sempre più frequenti ed il loro tono è sempre più accorato. Fortunato sente quasi il bisogno di comunicare all'amico editore quotidianamente lo stato dei lavori di correzione. In particolare in questa lettera è lieto di comunicare a Laterza che verrà aiutato dall'amico comune Benedetto Croce.

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Documento Peggioramento delle condizioni di salute

Fortunato informa Laterza del peggioramento della sua condizione di salute e della fatica sempre maggiore avvertita nel lavoro di correzione.

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Documento Aiuto di Benedetto Croce e del professor Adolfo Musco

Fortunato comunica a Laterza gli aggiornamenti sul suo stato di salute e sul lavoro di correzione in cui è supportato da Benedetto Croce e dal prof. Adolfo Musco.

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Documento Stato di salute

Fortunato aggiorna Laterza sul suo stato di salute, che oscilla tra momenti d'apparente miglioramento e fasi di peggioramento. E' la sorella a prendersi cura di Fortunato e ad imporgli di rispettare le ore di riposo obbligatorie impostegli dai medici.

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Documento Aggiunta del prof. Musco eliminata

Fortunato informa Laterza sulle sue condizioni di salute e sullo stato dei lavori di correzione dei discorsi e degli scritti scelti per l'ultimo volume sulla sua pluriennale attività politica. In particolare comunica a Laterza di aver eliminato un'aggiunta fatta al suo manoscritto dal professor Adolfo Musco. L'aggiunta in questione riguardava la risposta di Fortunato ad una lettera di Sidney Sonnino, cui Croce aveva dato il titolo di "Piccolo contributo alla storia". Fortunato ribadisce come tale aggiunta non debba apparire nel suo volume, senza, tuttavia, darne chiaramente le motivazioni. Non sono neanche indicati gli estremi cronologici delle due lettere spedite a Sonnino cui si fa riferimento che avrebbero permesso di chiarire meglio la posizione di Fortunato.

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Documento Ristampa di due estratti

Giustino Fortunato sta lavorando alla ristampa di due estratti, il primo su Murat ed il secondo sulla rivoluzione del 15 maggio 1948. Ad essi avrebbe voluto aggiungere un terzo estratto di vent'anni prima, che alla fine sembra voler escludere perché non più conforme al suo pensiero. Lo scritto in questione era "Appunti di storia napoletana dell'Ottocento". In conclusione della lettera Fortunato avvisa Giovanni Laterza di essere da circa due mesi malato.

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Documento Malattia di Giustino Fortunato

Giustino Fortunato informa Laterza di essere nuovamente costretto all'immobilità per malattia.

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Documento Ringraziamenti

Anna Fortunato, sorella di Giustino, ringrazia Giovanni Laterza per aver stampato l'ultimo volume di scritti scelti del fratello, infermo e costretto dai medici al riposo assoluto. I medici - precisa Anna - hanno assolutamente vietato a Giustino qualunque occasione che gli arrechi emozioni. Per questo motivo è lei a ringraziare al posto del fratello l'editore Laterza.

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Documento Contatti con la Casa editrice Laterza

Anna Fortunato continua a mantenere contatti con la Giovanni Laterza per fare le veci del fratello nell'interessarsi alle fasi di distribuzione libraria del libro recentemente pubblicato.

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Documento Malattia di Fortunato

Anna Fortunato informa Laterza sullo stato di salute malferma del fratello Giustino.

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Documento Sulla malattia di Fortunato

Anna Fortunato scrive all'editore Laterza per fare le veci di Giustino e per dargli notizie sul suo stato di salute.

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Documento A. de Viti de Marco. Uomo civile. Problemi meridionali - Problemi nazionali - Problemi internazionali

Dopo una breve nota biografica (pp. 5- 6), in cui si punta soprattutto l'accento sulla scelta politica antifascista dell'economista leccese, attestata dalla lettera di dimissioni presentate all'Università di Roma il 5 novembre 1931, integralmente citata, segue il "Discorso tenuto da Ernesto Rossi, alla Fiera del Levante, il 12 settembre 1948, alla presenza del Presidente della Repubblica, e pubblicato a cura dell'Amministrazione della Provincia di Bari" (pp. 9-42). Nel suo discorso commemorativo, Ernesto Rossi dichiara subito il suo debito di gratitudine verso De Viti de Marco, sia per gli insegnamenti ricevuti attraverso i suoi scritti di economia finanziaria e politica, sia per l'amicizia che questi gli offrì durante il periodo della sua prigionia politica. Rossi ricorda di aver conosciuto De Viti De Marco nel 1925, per il tramite di Gaetano Salvemini, e di esserne subito rimasto affascinato per l'atteggiamento "democratico" con cui anteponeva ad ogni altra preoccupazione gli interessi generali del popolo e l'elevazione del loro tenore di vita e della loro educazione. Insieme con Ferrara, Pareto, Pantaleoni, De Viti de Marco rientrava in quel "piccolo gruppo di economisti che hanno veramente onorato la scienza italiana a cavallo tra i due secoli". Come loro, egli aveva disdegnato le teorie astratte derivanti dalla filosofia hegeliana. Rossi ricorda le lunghe disquizioni con De Viti de Marco, avute nelle due settimane in cui fu ospite di quest'ultimo nel 1928, per aiutarlo nella raccolta dei suoi scritti poi pubblicati nel volume "Un trentennio di lotte politiche". La più grande prova di solidarietà De Viti de Marco l'aveva data a Rossi in quelle poche righe che aveva premesso nel giugno 1931 all'edizione tedesca del suo trattato. Poche, ma significative parole di ringraziamento verso Ernesto Rossi, per averlo aiutato nella revisione critica dei suoi scritti. Oltre a citarne nome e cognome e ad indicare l'Istituto Tecnico di Bergamo in cui aveva insegnato, faceva esplicito riferimento alla condanna a venti anni infertagli dal Tribunale Speciale come capo dell'organizzazione politica "Giustizia e Libertà". Fu un vero e proprio atto di aperta accusa contro il fascismo. Quando il 31 luglio 1943 Rossi uscì dal carcere, lo andò a trovare ancor prima di far rientro a casa, perché, gravemente malato, aveva espresso il desiderio di vederlo un'ultima volta. La grandezza di De Viti de Marco era, secondo Rossi, nella capacità d'incarnare, accanto a pochissimi altri uomini meridionali, tra cui annovera solo Gaetano Salvemini e Giustino Fortunato, "l'espressione suprema della nostra civiltà". Rossi non si sofferma sul "pensiero scientifico del De Viti economista", non sembrandogli quella l'occasione più opportuna, ma sul suo pensiero politico e sul modo in cui si pose davanti ai problemi del Mezzogiorno, dell'Italia, del mondo. In relazione ai "problemi meridionali", Rossi attribuisce al De Viti il merito di essere stato "uno dei primi fieri avversari della tariffa doganale del 1887" che danneggiava in due modi gli agricoltori meridionali, sia perchè li costringeva a vendere a più basso prezzo le derrate agricole per la contrazione delle esportazioni, sia perché la riduzione delle importazioni costringeva ad acquistare a prezzi più alti i manufatti industriali. In contrasto con Luzzatti, sostenitore dei vantaggi della politica protezionista, De Viti de Marco sostenne l'antagonismo d'interessi "naturale e necessario" esistente tra industria ed agricoltura italiana. Non era possibile superare tale antagonismo con un appello alla solidarietà nazionale contro lo straniero, perché "non esiste un interesse italiano comune ed omogeneo a tutti i produttori italiani [...], esistono invece, in ognuna [nazione] interessi antagonistici, alcuni dei quali sono favoriti, altri offesi dalla rispettiva tariffa doganale". Nonostante negli anni l'intervento di burocrati e politici nella regolamentazione degli scambi commerciali interni ed esteri si fosse sempre più complicato a confronto con la politica doganale della fine dell'Ottocento, Rossi constatava come "la sperequazione derivante dalla politica commerciale non è stata ridotta, anzi è stata enormemente aggravata, negli ultimi due decenni sicché le parole del De Viti de Marco conservano tutto il loro valore". Accanto alla lotta contro la politica protezionista, Rossi ricorda la "battaglia" condotta dal De Viti de Marco contro tutti i privilegi tributari, che si rivelavano a svantaggio delle regioni meridionali. Da qui scaturiva secondo Rossi il più grande insegnamento lasciato dall'economista: "ci ha insegnato a distinguere, dietro le apparenti uniformità della nostra legislazione, le iniquità sostanziali verso il Mezzogiorno". Con De Viti de Marco Rossi concordava nell'imputare ai meridionali la mancata risoluzione dei problemi del Mezzogiorno: "il problema del Mezzogiorno è essenzialmente un problema di uomini: è il problema della formazione di una classe dirigente, veramente degna di questo nome, nell'Italia meridionale". Quanto ai problemi nazionali, Rossi ricorda come De Viti de Marco abbia lottato contro quella che egli stesso definiva la "quadruplice interna" , ossia l'oligarchia burocratica, l'oligarchia militare, l'oligarchia industriale, l'oligarchia proletaria. Quanto, infine, ai problemi internazionali, De Viti de Marco fu, nella collaborazione alla redazione del giornale "L'Unità" con Salvemini, uno dei più agguerriti avversari della politica nazionalista di Sonnino e sostenitore della politica wilsoniana. Ricorda il dissenso politico che divise De Viti de Marco da Pantaleoni, pur nell'ambito di un rapporto di stima ed amicizia ininterrotta durata 45 anni, le loro discussioni sulla politica estera dell'Italia nel periodo bellico e postbellico, i loro ragionamenti intorno alla Società delle Nazioni. La fiducia che De Viti de Marco aveva riposto in quest'organo internazionale era stata delusa dagli eventi. Nella conclusione Rossi esorta i contemporanei a mantenere vivo il pensiero dell'economista, in quanto "è solo il pensiero che ha valore nel mondo".

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Documento Informazioni private

Tornato dalla Basilicata, Nitti è stato a Rionero in Vulture, ospite di Giustino Fortunato. Manderà presto a Salandra il testo del suo discorso appena sarà pubblicato dalla Casa editrice Laterza.

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Documento Lettere ad Antonio Salandra

Il sottofascicolo comprende un corpo di 63 lettere, spedite all'onorevole Salandra da vari esponenti del mondo politico, economico e finanziario dell'Italia fascista. Tra i nomi dei corrispondenti figurano quelli di Giustino Fortunato, di Paolo Boselli e del professor Gangemi Raffaele.

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Documento Telegramma

Telegramma d'auguri d'inizio anno, che rende conto della stima nutrita da Giustino Fortunato nei confronti dell'onorevole Salandra. Scrive di essere costretto nel letto malato.

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